Il decreto della Diocesi di Trapani estende il riconoscimento già attribuito a Custonaci anche ad altri cinque comuni del territorio.
Erice entra qui di nel circuito delle “Civitas Mariae” con un decreto del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli, annunciato in occasione della solennità della Madonna di Trapani, patrona della Diocesi. Il provvedimento riguarda, oltre a Erice, Trapani, Alcamo, Calatafimi Segesta e Castellammare del Golfo.
Un riconoscimento che affonda le proprie ragioni nella storia religiosa del territorio e, in particolare, nella presenza di immagini della Vergine che, nel corso dei secoli, hanno ricevuto l'incoronazione da parte del Capitolo Vaticano.
Non si tratta dunque di un titolo nato oggi, ma della formalizzazione di una tradizione devozionale che attraversa città, santuari e comunità diverse.
Il precedente è quello di Custonaci, riconosciuta “Civitas Mariae” nel 2009 dal vescovo Francesco Miccichè. La Madonna di Custonaci era stata solennemente incoronata nel 1752 dopo il decreto di papa Benedetto XIV.
Ora il titolo si allarga a una porzione significativa della provincia e racconta un territorio nel quale la devozione mariana ha avuto, per secoli, anche una funzione sociale e identitaria.
Il nuovo decreto mette inoltre insieme realtà diverse. A Castellammare del Golfo la Madonna del Soccorso fu incoronata dal Capitolo Vaticano nel 1798; ad Alcamo la Madonna dei Miracoli ricevette l'incoronazione nel Settecento; a Calatafimi Segesta fu incoronata dal Capitolo Vaticano la Madonna del Giubino nel 1779.
È quindi una geografia religiosa che supera gli attuali confini amministrativi. Una trama fatta di santuari, processioni, immagini sacre, pellegrinaggi e devozioni popolari che, per secoli, hanno collegato il Monte, la costa e l'entroterra.
"Il riconoscimento di Erice come “Civitas Mariae” merita, a mio avviso, di essere letto andando oltre il significato strettamente religioso del titolo»", afferma la sindaca Daniela Toscano. Per la sindaca la devozione mariana è parte della "storia dei luoghi, della memoria collettiva e dell'identità della comunità".
"Il riconoscimento, aggiunge, può essere letto anche come valorizzazione di un patrimonio culturale fatto di santuari, chiese e tradizioni".
La scelta arriva, peraltro, durante la solennità della Madonna di Trapani, celebrata il 16 agosto e anticipa le festivtà dedicate alla Madonna di Custonaci a fine agosto.
La Diocesi ha collegato all'annuncio anche alcune novità pastorali che riguardano direttamente Casa Santa.
Giovanni Quartana, della parrocchia San Paolo, sarà infatti uno dei quattro laici che riceveranno per la prima volta nella storia della Diocesi di Trapani il ministero istituito del catechista. L'istituzione avverrà il 20 settembre, durante l'assemblea diocesana di inizio anno.
Cambiano inoltre gli incarichi nelle parrocchie. Don Vincenzo Basiricò è stato nominato parroco della parrocchia San Michele Arcangelo, mentre don Christian Collica è stato nominato parroco in solido della parrocchia San Paolo.
Due piani diversi, dunque, nello stesso annuncio: da una parte un riconoscimento che guarda alla storia religiosa e culturale del territorio; dall'altra una riorganizzazione pastorale che interessa concretamente le comunità parrocchiali.
Per Erice, la nuova denominazione apre anche una possibile sfida.
“Civitas Mariae” non è soltanto un titolo da aggiungere alla comunicazione istituzionale della città, ma un patrimonio fatto di storia, arte e devozione che attraversa secoli e confini comunali.
Un patrimonio che, per diventare davvero elemento di valorizzazione del territorio, dovrà ora trovare anche nuove forme di racconto e di promozione.