E' vera o no Porticella? Gli esperti nominati dal sindaco Adamo studiano i reperti
Adesso si è fatto sentire un signore di Mazara, Andrea Terranova. Il 3 gennaio scorso Terranova, arzillo 81enne, ha scritto al Comune di Marsala: “ho io i blocchi che formavano l’antica Porticella”.
Terranova ci ha raccontato la storia di quei blocchi di calcarenite, e come ne è entrato in possesso. Ha raccontato che furono smontate e portate a Mazara nella tenuta di un ex sindaco di Marsala. Montata, smontata e rimontata più volte Terranova negli anni 60 ha comprato i blocchi per 100.000 delle vecchie lire. Adesso ha chiesto al Comune di Marsala 30 mila euro per quei blocchi.
L’indomani della lettera di Terranova, il sindaco Giulia Adamo ha firmato una determina con cui, evidenziando che la sua amministrazione intende “procedere al recupero e alla valorizzazione del patrimonio architettonico culturale della città”, ma che occorre prima «accertare la veridicità» di quanto affermato dal Terranova circa la provenienza di quei blocchi di pietra, ha nominato una commissione di tecnici e studiosi che dovranno stabilire se effettivamente quelli sono i blocchi della porta a nord della città realizzata agli inizi del 1600. Della commissione sono stati chiamati a far parte l’architetto Benedetto Musillami, assessore comunale al Territorio e ambiente, il consigliere comunale Arturo Galfano (nominato presidente di questa speciale commissione), l’architetto Enrico Caruso, gli storici Giovanni Alagna, Michele Fabrizio Sala e Giovan Battista Angileri, l’architetto Gaspare Bianco, dirigente della Curia vescovile, e il segretario comunale Bernardo Triolo.
A che punto è questa commissione?Ancora non si sa niente sulla veridicità della porta. Sono state studiate le carte, si è riunita una sola volta, e probabilmente dovranno fare un sopralluogo per esaminare da vicino i blocchi. Ma ancora nulla di concreto. Intanto Galfano è entusiasta: “Tempo addietro avevo avuto sentore che i corpi costituenti l’antica Porticella fossero ancora esistenti ed in buono stato di conservazione – afferma l’esponente di Coraggio e Passione. Da qui le ricerche e la comunicazione al Sindaco Giulia Adamo che, da parte sua, ha accolto positivamente la notizia e ha dato mandato al sottoscritto e ad una commissione di studio formata da esperti di accertare che i blocchi di tufo attualmente di proprietà di un cittadino mazarese, con regolare atto giudiziario, siano effettivamente quelli provenienti dalla demolizione effettuata nel lontano 1892 per uno specifico provvedimento adottato dall’allora Consiglio Comunale”. Insomma, dopo il giardino di Porta Nuova, Marsala potrà avere un'altra sorpresa, Porticella. O magari anche questa è una patacca.
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