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05/06/2013 05:29:20

Nuova udienza del processo Rostagno. I periti Paniz e Gatti confermano il delitto di mafia

  Accusati dell’omicidio di Mauro Rostagno, secondo la Dda di Palermo, Mazzara è l'esecutore materiale, e Virga il mandante. Da oltre due anni si cerca di far luce sull'omicidio commesso a Lenzi il 26 settembre del 1988. Hanno deposto collaboratori di giustizia, uomini delle forze dell'ordine, giornalisti, ecc. All'ultima udienza è stata la volta dei due super periti nominati dalla Corte per rifare nuovi esami balistici, dopo che i primi non avevano portato a elementi certi. I risultati di questa nuova perizia  dicono che è impossibile trovare 

coincidenze nei reperti balistici messi a confronto.  Ma se i due periti Emanuele Paniz e  Santi Gatti confermano  i dubbi della perizia depositata, e che a suo tempo avevano fatto annullare la misura cautelare per Mazzara, allo stesso tempo dicono certamente che l’omicidio di Mauro Rostagno “non è stato un delitto raffazzonato” come detto dai  carabinieri  indagarono e che volevano spiegare il perché non fu seguita sin dall'inizio la pista mafiosa.    Il delitto hanno detto i due periti è un delitto di mafia: “L’utilizzo di fucile calibro 12 e una calibro 38 è tipicamente di stampo mafioso, il colpo alla testa è il classico colpo di grazia”. Le ipotesi dei carabinieri,  incentrate sulla possibile esplosione dell’arma sono venute meno. Per i periti Gatti e Paniz la rottura del fucile si deve ad un urto contro una base solida e non ad una esplosione del fucile, cosa che escluderebbe quindi che il delitto sia stato commesso da dilettanti, ma da professionisti abituati all'uso di quel tipo di armi. Lo stesso  maggiore Paniz, a tal proposito, ha confermato che le cartucce non si trovano normalmente in commercio.