Un provvedimento importante, in un Comune sciolto per mafia, dove la corruzione era il metodo con cui si regolavano molti affari. Il provvedimento consente di individuare le strategie per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione ed è stato predisposto, sulla base delle disposizioni della legge 190 del 2012, dal segretario comunale Antonino Scianna, nominato responsabile della prevenzione della corruzione. Il piano, che si compone di 19 articoli e un allegato, individua le attività e i settori nei quali è più elevato il rischio di corruzione, i meccanismi di controllo e attuazione delle decisioni e l'obbligo di comunicazione nei confronti del responsabile chiamato a vigilare sul suo funzionamento.
Fanno parte delle attività considerate "a rischio" quelle che implicano l'erogazione di contributi economici, il rilascio di concessioni e autorizzazioni, le procedure d'impiego o utilizzazione del personale (incarichi, consulenze) e l'affidamento di commesse pubbliche (soprattutto con elevato livello di discrezionalità). Tra le misure di prevenzione, i commissari hanno invece individuato l'incremento dell'uso degli strumenti per la trasparenza, l'archiviazione informatica degli atti, la redazione di report periodici e di check list, indicanti le fasi, i riferimenti normativi e i tempi di conclusione dei procedimenti.