Scuolabus a Marsala. Col nuovo appalto restano a casa 25 lavoratori
Questa volta sono 25 lavoratori degli scuolabus di Marsala che di fatto rimangono a casa dopo l’aggiudicazione del nuovo appalto. Un servizio, quello del trasporto degli alunni, che ogni volta che cambia gestore suscita degli inghippi. Dal 10 settembre a gestire gli autobus gialli che porteranno i bambini a scuola sarà la società cooperativa “Dimensione Uomo 2000” che ha sede ad Alcamo. Un appalto milionario della durata di tre anni. La cooperativa ha vinto facile, è stata l’unica, infatti, a presentarsi alla gara d’appalto indetta dal Comune di Marsala per conto dell’Istituzione Marsala Schola. L’appalto se l’è aggiudicato applicando un ribasso del 2,56% sull’importo a base d’asta di 3.872.500 euro. Quindi per la cifra di 3.780.864 euro gestirà il servizio scuolabus fino al giugno 2016. La Dimensione Uomo 2000 prende il posto dell’Ati formata da Mothia Lines e Cooperativa Letizia. Ebbene, come la Cooperativa Letizia, sembra che anche la Dimensione Uomo 2000 sia riconducibile a Norino Fratello, ex deputato regionale Udc che ha patteggiato una condanna a un anno e mezzo per concorso esterno in associazione mafiosa. Qualche anno fa alla cooperativa il comune di Trapani aveva sospeso un appalto sui servizi sociali perchè non era in regola col certificato antimafia. Dopo varie trafile, ricorsi al Tar pareri della prefettura, il Comune ha riconcesso alla società cooperativa l’appalto.
Tanti soldi girano nei servizi sociali. Eppure con la nuova gestione rimangono a casa 25 lavoratori. Tutto per colpa delle condizioni inserite nel capitolato speciale d’appalto del bando di gara preparato da Marsala Schola a cui l’azienda deve attenersi. E dal capitolato viene fuori che le linee sono state ridotte da 31 a 28, che gli autisti non lavoreranno più 36 ore settimanali ma 30, che anche gli assistenti lavoreranno di meno, passando dalle 36 ore a 24 settimanali.
Sulla situazione dei lavoratori (tra autisti e assistenti) degli scuolabus sono intervenuti anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil che, dopo la conferma della cooperativa di attenersi al capitolato, hanno chiesto a Marsala Schola il motivo della riduzione del servizio, delle ore di lavoro e in sostanza dei lavoratori. Inoltre all’istituzione i sindacati hanno chiesto “come mai l’elenco del personale è stato stilato e pubblicato da Marsala Schola, mentre per Contratto e per Legge, deve essere la Ditta subentrante a chiederlo alla Ditta uscente?”. La soluzione per i sindacati è quella di una rimodulazione dell’orario, ossia inserire tutti i lavarori “storici”, non lasciare a casa nessuno, ma ridurre ulteriormente le ore, se proprio necessario, e permettere a tutti di lavorare. Ma la situazione non è per niente facile come avverte Giuseppe Tumbarello della Uil di Marsala: “Ci saranno sicuramente delle vertenze da parte dei lavoratori esclusi. Marsala Schola ha detto che il taglio deriva da una riduzione di budget di 400 mila euro, ma a noi non risulta. E non risulta nemmeno al presidente del consiglio comunale Enzo Sturiano. Inoltre dicono che c’è stata una diminuzione di utenti (da 2000 a 1500 bambini), ma è chiaro che se il servizio non non funziona i genitori preferiscono non pagare lo scuolabus e sbrigarsela da soli. In questo modo però si va indietro, si crea disoccupazione, non occupazione. Abbiamo già perso 20 addetti alle strisce blu, i lavoratori della Casa di Riposo sono in una situazione tragica. Tutto questo a quanto pare non basta”.
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