Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
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Lo Stato che risarcisce i mafiosi perchè sono ...vittime della mafia. Capita anche di vedere questo, in Sicilia, nella nostra terra, al tempo di Cosa Grigia.
Così presi siamo dalla caccia ai latitanti che, a volte, sembra che perdiamo pezzi per strada. E buon senso, anche.
Distrazione? Certo. Malafede? Anche. Gaetano Riina, il fratello di Totò Riina, da placido abitante di Mazara del Vallo, mentre curava un piccolo giro di estorsioni - tanto per non perdere il vizio - era destinatario, come agricoltore, di fondi europei per lo sviluppo agricolo… E quanti mafiosi hanno percepito o percepiscono la pensione dallo Stato? Anche Francesco Messina Denaro, il padre di Matteo, il nuovo capo della mafia, prendeva la sua bella pensione da agricoltore in pensione.
L’ultima, in questo, senso, viene da Campobello di Mazara, paese vicino Castelvetrano, sempre in provincia di Trapani. Lì gli investigatori hanno effettuato qualche giorno fa dei sequestri importanti per 38 milioni di euro nei confronti di famiglie vicino a Messina Denaro i cui membri erano stati arrestati nell’operazione “Campus Belli” nel Dicembre 2011. Tra gli arrestati in quell’occasione c’era anche il Sindaco del Pd, Ciro Caravà, accusato di fare gli interessi del clan.
Ebbene, i carabinieri hanno scoperto che un risarcimento milionario destinato alle vittime di mafia era stato percepito dagli eredi di un boss. Gli accertamenti bancari a carico del nucleo familiare di Cataldo La Rosa, arrestato per associazione mafiosa, infatti, hanno rivelato un risarcimento antimafia di 2 milioni di euro erogato dal ministero dell’Interno ed indebitamente percepito dagli eredi di Salvatore Stallone, cognato dello stesso La Rosa ucciso a Campobello di Mazara negli anni ’80. Secondo gli inquirenti, Stallone era inserito nel contesto mafioso ed ucciso nell’ambito di una guerra di mafia tra clan.
Insomma, era un mafioso ucciso in una delle tante guerre di mafia che hanno insaguinato nostro territorio. Per lo Stato era una “vittima”, alla stregua, per intenderci, di un commerciante che si è ribellato al pizzo, o di u poliziotto morto in uno scontro a fuoco. Incredibile: due milioni di euro. Con l’amarezza di dover constatare che molti imprenditori che denunciano il racket, davvero, sono costretti spesso a chiudere perchè trovano mille ostacoli, a cominciare dai labirinti burocratici dell’antimafia. Mentre nessuno ha controllato la famiglia Stallone, come è avvenuto con Gaetano Riina, o con altri esponenti di Cosa nostra che vengono mantenuti dallo Stato. E che dire invece di quegli imprenditori che si fingono vittime dell’usura solo per truffare altri imprenditori o per accedere a contributi a cui non hanno diritto?
Comunque, nel caso in questione il ministero dell’Interno ha proceduto alla revoca del beneficio economico che era stato concesso e ha disposto il recupero delle somme. Almeno in questo caso, giustizia è stata fatta.
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