22/01/2014 07:00:00

Spese pazze all'Ars. Le accuse a Ruggirello, Marrocco, Gucciardi, Oddo, Lo Giudice

Se quella del sindaco di Marsala Giulia Adamo, ex capogruppo all'Ars, è una delle liste della spesa più corpose nell'inchiesta della procura di Palermo, le spese contestate agli altri deputati ed ex deputati trapanesi non scherzano. I militari delle Fiamme gialle hanno spulciato tutti i conti dei gruppi parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana nell'inchiesta che ha portato all'emissione di 97 avvisi di garanzia per 83 deputati ed ex deputati e 14 tra collaboratori e dipendenti dei gruppi.


LO STIPENDIFICIO MPS TARGATO RUGGIRELLO. La procura gli contesta il reato di peculato per spese fatte con i soldi del gruppo per 90 mila euro. Paolo Ruggirello, ex capogruppo all’Ars del Mps e oggi capogruppo di Articolo 4, figura anche lui nell’elenco degli indagati sullo scandalo dei rimborsi pazzi all’Ars. In diverse occasioni Ruggirello è indagato per il reato di peculato in concorso con altri deputati del suo gruppo nella passata legislatura. Lui, che era capogruppo, come vuole il regolamento del parlamentino siciliano (che però fa acqua da tutte le parti come conferma l’indagine in corso), aveva il compito di controllare e autorizzare le spese fatte dal gruppo.
Ci sono spese per diverse occasioni. C’è ad esempio tra le carte sospette trovate dalla guardia di finanza una ricevuta del ristorante La Sovarita di Marineo, per 200 menù prezzo fisso: totale 4 mila euro. Stessa cifra è stata pagata su richiesta del deputato Giovanni Greco alla Atlante Servizi Srl, per “Statistiche elezioni politiche maggio 2012-servizi di corrispondenza-cura e gestione e-mail e servizi di aggiornamento”. Tutto normale, visto che le statistiche sono utilissime per i gruppi politici, ma gli inquirenti sottolineano che legale rappresentante della società è Giuseppa Schimmenti, moglie del deputato Greco. Ci sono anche i necrologi. Come quello per Giuseppe Pistorio che si è fatto rimborsare il deputato Riccardo Savona.
Ruggirello è indagato anche per violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici. Perchè sospette sono le fatture di 3.120 euro emesse da Edisi, Televallo e Radio Azzurra Marsala per la campagna elettorale delle amministrative 2012.
Quando era al Gruppo Misto, Ruggirello avrebbe ricevuto pagamenti per un totale di 3.590 euro dal capogruppo Dino Florenza, e secondo gli inquirenti questo trasferimento di denaro non sarebbe giustificato. Durante l’esperienza nel Mpa di Raffaele Lombardo Ruggirello ha percepito 8.900 euro di contributo “portaborse” che secondo gli inquirenti sarebbero in più rispetto a quanto gli spettava. Ma la maggior parte delle spese contestate al deputato trapanese sono quelle avvenute quando era capogruppo del Mps. Per la procura il peculato di Ruggirello si sarebbe materializzato in concorso con Gregorio Diliberto e Anna Lucia Drago nell’emissione di emolumenti non spettanti in base al contratto di lavoro ad alcuni dipendenti del gruppo. La somma sospetta è di oltre 6.500 euro. Qui dentro ci sono i 3557 euro dati a titolo di rimborso spese forfettarie alla Drago, dipendente del gruppo, a cui si aggiungono 1355 euro alla voce “festività”. In questa voce rientrano anche 265 euro per Alberto Fusco e 379 euro per Alessandro Anello. Poi ci sono pagamenti ad Alberto Fusco, anche lui dipendente, per indennità di funzione, indennità di vacanza contrattuale e indennità di computer (330 euro) e superminimo aziendale di 256 euro. 428 euro ad Alessandro Anello.
Questi sono i pagamenti che secondo la guardia di finanza non c’entrano nulla con l’attività dei gruppi parlamentari all’ars. Pagamenti fatti a favore di dipendenti del gruppo Mps. Poi ci sono i collaboratori del gruppo, che in diversi casi erano di fatto collaboratori personali dei deputati. E per queste corrispondenze la procura ha messo in concorso con Ruggirello anche i deputati Riccardo Savona (deputato ancora oggi nel Gruppo Misto), Mario Bonomo, Giovanni Greco, Giovanni Cristaudo. I collaboratori di Savona sarebbero stati due. Altrettanti per Mario Bonomo: pagamenti sospetti in totale per oltre 16 mila euro. Di cui 9.646 dati a Roberto Bonomo, collaboratore e fratello dell’ex deputato. Anche Ruggirello, secondo gli inquirenti, si sarebbe servito di tre collaboratori personali pagati con i soldi del gruppo: oltre 11 mila euro. Il deputato Giovanni Greco aveva invece cinque collaboratori, rimborsati dal gruppo: oltre 4 mila euro. E anche Giovanni Cristaudo, due collaboratori personali: Serafina Sgroi, 4.700 euro, e Filadelfio Cristaudo, 14.220 euro, di cui i magistrati non specificano se ci sia parentela o meno.

LIVIO MARROCCO, NON SOLO DIABOLIK. Non ci sono soltanto i fumetti Diabolik (180 euro) tra le spese contestate a Livio Marrocco, ex capogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia all’Ars. All’esponente finiano la magistratura contesta spese per più di 150 mila euro. Per lui oltre al reato di peculato viene ipotizzato anche quello di finanziamento illecito ai partiti. La vicenda dei Diabolik è forse quella più imbarazzante, che Marrocco ha spiegato dicendo che si trattavano (i fumetti) di inserti usciti con i giornali che il gruppo comprava ogni giorno. Ma oltre ai fumetti ci sono gli iPad, costati 1.653 euro. Ma anche i soggiorni in “località varie” costati 1.463 euro. Il gruppo Fli si è fatto rimborsare poi consumazioni alla buvette dell’Ars per quasi 2.300 euro. E poi le cialde per caffè per 553 euro, un necrologio pagato 300 euro. E ancora spumante e panettoni per il Natale 2011 costati 40 euro, e una stufa da 80 euro. C’è anche una convention organizzata a Erice costata 2.666 euro e un buffet organizzato alla Fiera di Milano costato 680 euro. Un altro cenone è stato organizzato a Villa Alliata, a Palermo, costato 4.700 euro. Marrocco è poi indagato in concorso con Giulia Adamo per i 9.700 euro ricevuti tra febbraio e novembre 2010. Ma la somma più grossa contestata al capogruppo Fli è quella legata ai dipendenti e collaboratori del gruppo. Tra tutti spiccano i 79.725 euro che sarebbero stati spesi perle buste paga di Salvatore Trapani, che secondo i magistrati sarebbe stato esclusivamente autista e collaboratore personale di Marrocco. Marrocco dovrà comparire davanti ai magistrati il 31 gennaio. E nel suo avviso di garanzia i magistrati scrivono: Potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato”.

LO GIUDICE, GUCCIARDI, ODDO…Indagati sono anche i due esponenti del Pd, Baldo Gucciardi (oggi capogruppo all’Ars) e Camillo Oddo, ex vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana. Le spese che la magistratura gli contesta sono minime. Spiccioli, rispetto ad altre vicende. Ma per loro rimane comunque l’ipotesi di peculato. In particolare le spese contestate a Gucciardi sarebbero poco più di due mila euro, di cui 1.365 per rimborsi di spese “indebitamente sostenute”, scrivono i magistrati. Alla stessa voce i rimborsi a carico di Camillo Oddo sono per 2.500 euro, ma in totale dovrà giustificarne 4.000.
A Pio Lo Giudice i magistrati invece contestano spese per 22 mila euro. Di questi, secondo i magistrati, 13.300 euro sarebbero stati distratti in concorso con l’allora capogruppo Udc Rudy Maira. Ma il Gruppo Misto, di cui fece parte per un periodo Lo Giudice, avrebbe speso per conto suo 32.243 euro. Lo Giudice, quando transitò al Mps, avrebbe ottenuto un pagamento dal gruppo per il collaboratore Pietro Navarra: 6.360 euro. E alla voce “contributo per organizzazione attività congressistiche” avrebbe ricevuto dal gruppo 15 mila euro. Inoltre il Mps dell’Ars avrebbe pagato i pranzi di Pio Lo Giudice. Trenta menù a prezzo fisso da 30 euro ciascuno in un ristorante di Valderice.

TONY SCILLA, POSTO A SEDERE ACCANTO GIULIA. Gli vengono contestate spese per 64 mila euro in totale. Esponente di Grande Sud, Pdl Sicilia, Scilla non è stato capogruppo. Ma la sua lista delle spese finita sul tavolo dei magistrati è abbastanza corposa. Secondo l’accusa gli ex parlamentari del gruppo Grande Sud si facevano pagare dall’Ars, e quindi dai contribuenti, i collaboratori personali. E Scilla avrebbe ricevuto 15.920 euro. Quando era nel gruppo Pdl Sicilia, guidato da Giulia Adamo, Scilla avrebbe speso 10.700 euro per finalità non istituzionali, sottolineano i magistrati, mettendo in concorso il deputato regionale con Adamo e altri colleghi. Su Scilla inoltre mancherebbero le pezze d’appoggio per il rimborso della fattura rilasciata da Acqua Marcia Turismo spa per “Appartamento, bar Beverage, e bar Food, dell’importo di 255 euro”. Oltre a due biglietti aerei per lui e la Adamo per 1884 euro. Dove sono andati i due insieme? E perchè?