Giulia Adamo: "Pd incompatibile con la mia maggioranza". Crisi a Marsala?
Dopo l’Udc anche il Pd presto potrebbe abbandonare Giulia Adamo. Sono arrivate nel fine settimana le dichiarazioni di replica del Sindaco di Marsala al segretario del Pd, Alberto Di Girolamo, e sono parole di fuoco. Il coordinatore comunale dei democratici aveva organizzato alcune riunioni per parlare del porto di Marsala, e non solo il Sindaco non è voluta andare, ma ha anche cambiato data e luogo della riunione del Pd che era stata convocata per affrontare la spinosa questione. “Il Sindaco Adamo può convocare la Giunta, non certo il Pd. E non può decidere quando e come il nostro partito deve vedersi”. Di Girolamo era stato molto chiaro: "Ha avuto un comportamento padronale, fuori dalla grazia di Dio".
Per Giulia Adamo - come si legge nella nota ufficiale del Comune di Marsala - le parole del segretario del Pd sono “assolutamente incompatibili con la permanenza del partito all’interno della maggioranza che amministra la nostra città”.
A rigor di logica, Adamo dovrebbe allora dare nelle prossime ore il benservito ai due assessori del Pd in Giunta, Antonio Vinci (che è anche vicesindaco) e Antonella Genna. Vinci era stato imposto ad Adamo come vicesindaco da Baldo Gucciardi, capogruppo del Pd all’Ars, quando aveva chiuso l’accordo con Adamo per candidarla Sindaco senza passare dalle primarie. “Non farò mai l’assessore di Giulia Adamo, ex Pdl, ex Forza Italia…” diceva fiero ad inizio 2012 Antonio Vinci, allora consigliere comunale, salvo poi accomodarsi nella poltrona di vicesindaco. Antonella Genna invece, assessore alle politiche sociali, venne nominata assessore perchè tra i consiglieri più votati del Pd. I due, Genna e Vinci, si sono dimostrati però in questi mesi più fedeli alle ragioni di Giulia Adamo che al loro partito, tanto da emettere un comunicato dal finale eloquente (“Forza Giulia!”), quando a Gennaio il Sindaco Adamo è stato raggiunto da un avviso di garanzia per le spese pazze che avrebbe effettuato quando era capogruppo di Udc, gruppo misto e Pdl Sicilia all’Ars.
Ed è probabile che i due, se dovessero scegliere tra Giulia Adamo e il Pd, sceglierebbero il Pd. Tant’è che alle riunioni convocate dal loro segretario non sono mai andati.
Nella sua reazione a Di Girolamo il Sindaco Adamo non fa mancare alcune perle. Innanzitutto è scandaloso per il Sindaco che il Pd si riunisca presso “circoli politici come la sala Otium di Barbara Lottero, peraltro candidata di Ombra alle scorse elezioni amministrative”. Ma il Sindaco dimentica che Otium non è un circolo politico ma un’associazione culturale, che ha messo a disposizione i suoi locali, e che Lottero era designata assessore di Salvatore Ombra, non “candidata”. Però, a quanto pare, ci vuole poco per finire nel libro nero del Sindaco. "Dovrebbe saperlo che siamo un circolo culturale, dato che proprio lei è venuta qua in un'occasione" è il commento di Lottero.
Alberto Di Girolamo è stato il primo politico, alleato di Giulia Adamo, ad averle detto di no, e questo è un evento epocale. In particolare Di Girolamo ha rispedito al mittente la decisione molto originale del Sindaco di decidere lei quando e dove riunire il Pd per parlare del porto. Tant’è che le ha scritto anche una nota per manifestare la sua irritazione. Ebbene per il Sindaco Adamo, “l’irritazione per avere trasferito l’incontro in una sede istituzionale, lascia allibiti e stupefatti”.
Poi, la solita tiritera: “Sono impegnata con passione, determinazione e fatica - scrive Adamo - in un progetto di rinascita culturale ed economica della nostra Città di cui solo chi è in malafede non può vedere i primi risultati”.
E poi, dalla parte finale della nota, trapela una lieve minaccia: Di Girolamo si deve fare da parte. Ecco cosa scrive il Sindaco: “ Chi non condivide con entusiasmo i nostri progetti e il nostro lavoro è vivamente pregato di farsi da parte con quella serietà, correttezza ed educazione istituzionale che Marsala e la sottoscritta meritano". Bisogna non solo condividere, ma anche con entusiamo....
E’ chiaro che è Di Girolamo l’obiettivo di Giulia Adamo, spiazzata dalla decisione del segretario Pd di cominciare a fare politica e a mettere l’amministrazione con le spalle al muro per rispettare gli impegni presi con gli elettori.
Nel Pd bocche cucite. Non vuole parlare nessuno, il momento è delicato. Della questione è stato investito direttamente il segretario provinciale, Marco Campagna.
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