Con la caduta della giunta Adamo il Comune di Marsala risparmia 19.506 euro al mese
Non tutte le disgrazie vengono per nuocere. Nel caos politico che si sta vivendo a Marsala, la stagione di incertezza che ci si appresta a vivere, dopo le dimissioni del sindaco Giulia Adamo, la nota positiva è che forse si risparmierà qualcosa sui compensi degli amministratori. Giulia Adamo si è dimessa da sindaco di Marsala, a due anni dalla sua elezione e dopo una settimana dalla condanna a 2 anni e 10 mesi della Corte d’Appello di Palermo per concussione e la sospensione dettata dalla Legge Severino.
Adesso arriverà un commissario straordinario nominato dalla Regione a fare la funzioni della giunta comunale. Reggente al momento è il vice sindaco Antonio Vinci, in attesa dell’arrivo del commissario che traghetterà la città fino alle prossime elezioni che quasi sicuramente avverranno la prossima primavera.
E durante questo periodo di commissariamento, ovviamente, il Comune non dovrà pagare i compensi per gli assessori e il sindaco. Ci sarà, è vero, lo stipendio per il commissario straordinario, che percepirà la stessa indennità del sindaco. Questo rimane a carico del Comune. Ma sarà comunque un bel risparmio per le casse comunali.
Proviamo a fare qualche calcolo. L’indennità del sindaco è di 4.876, 53 euro. Questa è la base da cui viene calcato lo stipendio di vice sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. Il vice sindaco, ad esempio, a Marsala percepisce il 75% dell’indennità del sindaco: 3657,40 euro al mese. Agli assessori invece tocca il 65% dello stipendio del primo cittadino. Sono in cinque a Marsala e a ciascuno spettano 3169,74 euro al mese.
Considerato che lo stipendio del sindaco comunque rimane, nonostante le dimissioni di Giulia Adamo, visto che verrà percepito dal commissario straordinario, quanto si risparimerà ogni mese con la caduta della giunta? Basta fare una rapida somma. Il conto è 19.506 euro, centesimo più, centesimo meno.
C’è da dire che questa è la cifra che viene fuori sommando i compensi spettanti agli assessori senza tenere conto della decurtazione del 30% che c’è stata lo scorso anno per lo sforamento del patto di stabilità.
Facciamo ancora un’altra ipotesi. Supponiamo che le elezioni si terranno a Maggio 2015, e che il commissario straordinario arriverà a settembre (i tempi sembrano un po’ lunghi a Palermo). Da quel giorno smetteranno di essere in carica anche gli assessori. Sono circa 9 mesi da settembre alle elezioni di maggio. Allora per tutto il periodo di commissariamento, il risparmio sui compensi degli amministratori arriva a oltre 175 mila euro. Poi torneremo a pagare qualcuno, per gestire la cosa pubblica.
I consiglieri comunali? Quelli restano. E restano anche i loro gettoni, almeno fino all’elezione dei nuovi rappresentanti a Sala delle Lapidi.
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