Sicilia, centri per l'impiego. La Regione apre le porte ai privati
Ai centri dell'impiego in Sicilia presto potranno affiancarsi i privati. La Regione Siciliana, col sistema dell'accreditamento, «apre le porte» a nuovi soggetti con l'obiettivo di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro; prevenire e contrastare la disoccupazione di lungo corso con azioni di orientamento e accompagnamento al lavoro; programmare misure personalizzate a favore di categorie «deboli»; offrire consulenza alle imprese; sostenere la mobilità professionale o territoriale dei lavoratori; promuovere l'autoimpiego.
La Giunta regionale ha dato via libera alle linee guida che stabiliscono modalità e requisiti per l'accreditamento. Lo potranno richiedere i titolari di autorizzazione statale alla somministrazione o all'intermediazione di lavoro, i soggetti iscritti all'albo informatico presso il ministero del Lavoro, ma anche Comuni, unioni o consorzi di Comuni, Università, Camere di Commercio, scuole superiori, fondazione dei consulenti del lavoro, enti bilaterali.
«I risultati dei Centri per l'impiego sono insufficienti in relazione alle esigenze del mercato del lavoro - dice l'assessore al Lavoro Giuseppe Bruno -. Per questa ragione, abbiamo pensato di creare un sistema misto pubblico-privato in grado di reperire un maggior numero di occasioni di lavoro e in generale di occuparsi con più capillarità delle cosiddette politiche attive del lavoro». I soggetti accreditati verranno selezionati attraverso un bando pubblico. Tra i requisiti richiesti, la sede legale o almeno un'unità organizzativa in Sicilia; locali idonei per garantire la riservatezza dei colloqui; collegamenti telematici in grado di connettersi con la Borsa nazionale continua del lavoro, tramite il sistema click lavoro. Prevista l'iscrizione in un elenco regionale: le domande d'ammissione potranno essere presentate dopo la pubblicazione del bando sulla Gurs previsto a settembre, l'accreditamento verrà rilasciato entro 60 giorni dall'istanza. I soggetti accreditati nel giro di sei mesi dovranno dotarsi di una carta dei servizi, pena la cancellazione dall'elenco regionale.
L'accreditamento avrà durata triennale. L'istanza di rinnovo dovrà essere presentata entro 60 giorni dalla scadenza dell'accreditamento che, nelle more, è provvisoriamente prorogato. La Regione si riserva di revocare le convenzioni qualora non dovessero essere rispettate le condizioni previste dal bando. Gli enti accreditati saranno sottoposti ad un monitoraggio per «misurare» l'efficacia dei servizi erogati. A tal proposito, si terrà conto del rapporto tra inserimenti occupazionali realizzati con contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi e numero di soggetti trattati; rapporto tra posti di lavoro reperiti e concordati; contratti di lavoro stipulati in relazione a tipologia e articolazione oraria; durata di permanenza nello stato di disoccupazione dei lavoratori trattati; grado di soddisfazione di lavoratori e imprese.
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