Alcamo, recuperati 8.000 euro di cellulari rubati e 36 denunce dai carabinieri
Un piccolo oggetto che quasi tutti possiedono ma di grande valore, il telefono cellulare, un obbiettivo molto appetibile tra i malintenzionati alla ricerca di facili guadagni.
È questo il motivo che ha indotto i Carabinieri della Compagnia di Alcamo, diretti dal Capitano Savino Capodivento, ad avviare per l’anno 2014 una campagna finalizzata al contrasto di questo sgradevole fenomeno.
Infatti, il furto di un bene così personale, non costituisce soltanto una perdita economica in alcuni casi anche molto cospicua, ma una vera e propria violazione della privacy nei confronti delle vittime che sui propri telefoni conservano sempre più dati sensibili, inerenti la propria sfera personale quali contatti telefonici, e-mail, messaggi, fotografie, ecc…
Dunque la lente di ingrandimento degli investigatori si è posta sulla filiera che consegue al furto del telefono cellulare, a partire da chi materialmente commette il furto fino ad arrivare a chi ne entra in possesso acquistandolo a prezzi stracciati su siti internet o da qualche commerciante disonesto.
Le impegnative attività d’indagine, svolte congiuntamente dai militari delle Stazioni di Alcamo, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, Custonaci e San Vito lo Capo, che si sono sviluppate grazie all’acquisizione ed analisi di una elevatissima mole di tabulati di traffico telefonico, hanno consentito di denunciare 36 (trentasei) persone per il reato di ricettazione, avendo quest’ultimi acquistato o comunque essendo entrati in possesso in vario modo dei telefoni provento di furto, infatti grazie al codice IMEI (identificativo univoco dell’apparato cellulare) si è potuto risalire a tutti coloro che ne sono entrati in possesso facendone uso con le proprie sim-card.
A seguito del deferimento degli indagati alla Procura della Repubblica di Trapani, sono state effettuate le dovute perquisizioni personali e domiciliari che hanno consentito di recuperare l’intera refurtiva e restituirla ai legittimi proprietari.
Tra i telefoni recuperati figurano dispositivi di ultimo grido e di grande valore commerciale, quali Iphone, Samsung, Blackberry, per un totale ammontante a circa 8.000 euro.
Grazie all’applicazione di sempre maggiori e nuove tecnologie in campo investigativo, si ritiene che quello che è stato per anni un fenomeno molto diffuso e incontrastato ora abbia ricevuto una forte battuta di arresto.
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