Truffa allo Stato, condannati in primo grado il re dell'eolico Nicastri e altri due imputati
L'imprenditore di Alcamo Vito Nicastri, chiamato il "re" dell'eolico, e ritenuto dagli inquirenti siciliani in rapporti con il superlatitante di mafia Matteo Messina Denaro, è stato condannato dal Tribunale di Milano a 4 anni di carcere per omessa dichiarazione fiscale e truffa ai danni dello Stato. I giudici della terza sezione penale hanno condannato anche altri tre imputati.
La condanna di tre anni di reclusione è arrivata per Gaetano Buglisi e Roberto Saja, mentre a Pierfrancesco Rimbotti la pena si riduce a due anni e sei mesi di reclusione.
Sono stati, invece, assolti “perchè il fatto non sussiste”, altri quattro imputati: Gaetano e Antonino Scimemi, Ennio Fano e Michele Abbinante. I giudici hanno anche predisposto la confisca di beni per un valore di 10,8 milioni di euro, di cui 5,6 milioni riconducibili a Nicastri, attualmente sotto sequestro.
La truffa secondo le indagini del pm Luigi Luzi, sarebbe stata realizzata nel 2008 attraverso "un'operazione di compravendita di quote societarie" di Windco da parte della società lussemburghese Lunix e la creazione di un 'fondo nero'. Secondo le accuse, Nicastri (per lui il pm aveva chiesto 5 anni e 8 mesi), titolare e amministratore della Lunix, "al fine di evadere le imposte non presentava le dichiarazioni annuali dei redditi" relative alla sua società che "risultava solo formalmente residente in Lussemburgo ma con sede dell'amministrazione stabilmente in Italia", a Milano. Condannati a 3 anni anche Gaetano Buglisi e Roberto Saja, mentre un quarto imputato è stato condannato a 2 anni e 6 mesi. Altri quattro imputati, invece, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Nicastri e Buglisi, come stabilito dai giudici, dovranno anche risarcire l'Agenzia delle Entrate ma l'entità del risarcimento dovrà essere stabilita in sede civile.
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Aggiornamento: con sentenza del 17 Marzo 2016 la Corte d'Appello di Milano la sentenza di primo grado è stata riformata e Gaetano Buglisi e Roberto Saja sono stati assolti con formula piena "per non aver commesso il fatto". Nicastri è stato condannato a due anni e otto mesi.
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