12/02/2015 20:52:00

Ingroia: "Sprechi per cento milioni di euro in Sicilia E-Servizi"

L'ex pm Antonio Ingroia  oggi amministratore delegato di Sicilia E-Servizi ha convocato una conferenza stampa per annuncia che  alla società che gestisce l’informatizzazione della Regione Sicilia mancano cento milioni di euro per “truffe ed arricchimenti illeciti durante le precedenti amministrazioni”. “Quando mi sono insediato – ha aggiunto – dissi che Sicilia E-Servizi era come un carrozzone mangiasoldi ed oggi ho la certezza documentale con una miniera di anomalie gestionali”.
Per questo morivo l'ex magistrato ha presentato in procura un esposto denuncia dove si rappresentano una serie di sprechi avvenuti durante il governo Lombardo. “E' stata consegnata proprio nel pomeriggio al Procuratore Capo di Palermo e al tempo stesso al Presidente della Regione Sicilia – ha detto Ingroia - A mi avviso vi sono stati dei fatti illeciti penali e anche sul piano amministrativo societario ed è per questo che anche Crocetta è stato informato. Dopo un'attenta analisi dei bilanci della società posso dire che questa è la cifra sottratta alla Regione per spese e costi che si potevano evitare. In particolare il governo Lombardo ha prima nominato come amministratore delegato di E-Servizi Giuseppe Sajeva, che era anche un dirigente del socio privato, e poi ha incrementato oltre misura gli affidamenti allo stesso socio privato con i fondi della Regione. Soltanto nel dicembre 2009 sono saliti a quota 79 milioni di euro in un solo mese. Secondo i nostri calcoli, senza assumere il personale come poi ho fatto io, abbiamo pagato al socio privato almeno venti milioni di euro in più all'anno”.

In particolare secondo l'ex pm “è stato spostato l'asse di Sicilia e Servizi verso il socio privato bloccando il ripopolamento di personale e protraendo lo stato di sofferenza per la Regione, che non ha forza lavoro in questo campo. Questo personale che oggi assunto da noi costa 1.700 euro al mese prima costava fra i 470 e i 1.030 euro al giorno”. “Ai lavoratori – ha aggiunto - le imprese private non davano tutti i soldi che Sicilia e Servizi erogava. Davano al massimo 2000 euro al mese. Il resto era tutto un utile per il socio privato. Il che ha portato a costi per la società' da 50 milioni all'anno mentre ora ne costa circa 10. Abbiamo abbattuto i costi trasferendo il personale dal socio privato alla società”.
L'amministratore delegato di Sicilia E-Servizi ha anche effettuato alcune considerazioni: “Dove erano gli organi di controllo regionali in quegli anni? Potevano impedire questo saccheggio. Non mi risultano indagini né della Corte dei conti, né della Procura di Palermo. Anzi qualcuno dei dirigenti di Sicilia E-Servizi che ha sollevato qualche dubbio sulla gestione ha subito provvedimenti disciplinari o paradisciplinari”.

Attacchi personali. “Gli attacchi alla mia persona sono il frutto dei timori che suscitano queste mie denunce – ha raccontato l’ex pm in conferenza stampa - Stamattina sui telefoni aziendali sono arrivati sms dal sapore chiaramente intimidatorio, in cui si consigliava di non diffondere determinate notizie. Non solo. Mentre si stava lavorando a questa denuncia è piuttosto singolare che siano state sollevate alcune cortine fumogene, dove si indicano cifre sballate (il riferimento è alle notizie pubblicate dal settimanale l'Espresso sui compensi e rimborsi spese che avrebbe percepito da amministratore unico della partecipata, ndr), sollevate per distrarre l’opinione pubblica sulla gestione Ingroia. Forse c'è chi temeva proprio questa denuncia ed ha agito in questa direzione temendo l'emergere di scheletri nell'armadio”.