Edilizia in crisi e appalti fermi a Marsala. Insorgono i sindacati che chiedono più tutele per gli operai marsalesi del settore. Puntano molto sul protocollo stipulato un anno fa con l’amministrazione Adamo e che prevedeva che in caso di appalti pubblici aggiudicati ad imprese non marsalesi si provvedesse ad impiegare manodopera marsalese. Un protocollo che però non è stato mai attuato. Giulia Adamo si era assunta meriti del protocollo che avrebbe fatto voltar pagina all’edilizia marsalese in crisi. Ma ad un anno non se n’è fatto niente.
Nei mesi scorsi i sindacati hanno incotnrato anche il commissario straordinario del Comune Giovanni Bologna. Enzo Palmeri, Fancesco Danese, e Giuseppe Tumbarello, rispettivamente segretari di Fillea Cgil, Filcams Cisl, e Feneal Uil, hanno ripreso in mano il protocollo vedendo che alcuni appalti pubblici vengono dati a imprese esterne senza l’utilizzo di manodopera marsalese. L’edilizia è ferma, c’è stata una diminuzione dell’80% dei lavori pubblici in provincia di Trapani negli ultimi anni, con ripercussioni per tutto l’indotto. E ogni appalto può essere importante, ogni piccolo lavoro. E in ballo ci sono lavori importanti a Marsala. Su tutti i sindacati puntano sui lavori alla rete fognaria, che da anni sono in cantiere e che sembra abbiamo ricevuto il via libera. Si sta parlando di lavori da circa 14 milioni di euro. A questi si aggiungono i lavori di demolizione e ricostruzione delle palazzine popolari di Via Mazara. Lavori appaltati per un importo di circa 5 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno per gli operai.
“Si è cercato di sensibilizzare l’utilizzo delle maestranze locali per i lavori pubblici che erano stati appaltati a ditte provenienti da altri territori - commenta Giuseppe Tumbarello, segretario provinciale Feneal Uil. Era una bella idea il protocollo, ma è stato disatteso a Marsala. Abbiamo fatto tanti incontri con l’amministrazione per far in modo che possa essere attuato. L’edilizia è ferma, sia nel pubblico che nel privato, si aspetterebbe che questi appalti pubblici partissero. Ma oggi sono ancora fermi”. Per Tumbarello i lavori alla rete idrica, alle palazzine di via Mazara, e alle scuole sono “un modo per agevolare questo protocollo e permettere i lavoratori marsalesi di riprendersi.C’è una politica ferma, una burocrazia sorda e miope. Questi appalti sono fermi per questioni burocratiche”.
Per Tumbarello il comparto edile, sia pubblico che privato, puà partire solo grazie agli appalti pubblici.
Vincenzo Palmeri, Fillea Cgil, cita un dato su tutti: “6 mila posti di lavoro in meno nell’edilizia negli ultimi 4 anni in provincia di Trapani. Per questo ci stiamo facendo sentire.Il 6 novembre abbiamo incontrato il commissario straordinario Giovanni Bologna a cui abbiamo chiesto come mai non fossimo stati convocati quando si appaltavano dei lavori pubblici. Bologna aveva preso l’impegno per convocarci nelle prossime occasioni. Ma abbiamo saputo che sono stati aggiudicati i lavori di via Mazara e neanche in questo caso il protocollo è stato rispettato”. Palmeri la mette anche sui costi dell’impresa aggiudicatrice:”Vogliamo capire, per un’impresa che viene da fuori provincia qual è la convenienza a portarsi tutti i lavoratori se poi gli deve applicare il contratto nazionale che prevede la trasferta, il vitto l’alloggio”.
I tre sindacati sono intervenuti anche sui lavori pubblici nelle scuole, partendo del caso della scuola Verdi di Marsala, dove sono state segnalate delle infiltrazioni d’acqua nei giorni scorsi. Alcuni lavori alle scuole sono stati annunciati dal commissario straordinario della ex Provincia di Trapani, Ignazio Tozzo, per un totale di 17 milioni di euro.