14/04/2015 06:50:00

Le spese folli dell'Ars: 700.000 euro ai deputati siciliani per andare a Doha

 L'assemblea regionale siciliana più che un'istituzione per l'amministrazione locale pare sia stata scambiata dai suoi deputati per una corte di Versailles. Il Messaggero scatta un'impietosa fotografia delle spese dissipate a Palazzo dei Normanni, la sede dell'Ars a Palermo. La Spending review promessa dopo le strigliate della Corte dei conti sembra ben lontana. L'ultimo caso che ha fatto scoppiare le polemiche tra le file dell'opposizione è il viaggio di due giorni da 700mila euro alla fiera Brand Italy a Doha, in Qatar.

Presenti il presidente siciliano Rosario Crocetta, il presidente dell'Ars Ardizzone, l'assessore allo Sviluppo Marziano, il sindaco palermitano Orlando, il presidente della Fondazione Federico II Forgione, il senatore Pd Lumia (l'unico a pagarsi la trasferta di tasca propria) e nientepopodimeno che il console tunisino in Sicilia.

Il grillino Marco Mangiacavallo ha presentato un'interrogazione per capire se fosse necessario spendere talmente tanto in un periodo di vacche magre e per capire quali siano i risultati portati a casa dalla vasta delegazione. Per Crocetta è stato "un successo", anche se - come scrive Il Messaggero - "le imprese per ricavarne dei profitti dovranno lavorare in perdita per i primi due anni".

 Tra le altre spese che non convincono spunta quella di derattizzazione di Palazzo Normanni, che avviene ogni anno e alla "modica" cifra di 50mila euro. Una multa di 527 euro intestata ai Pd siciliani e un "Diabolik".

Dopo il decreto dell'1 agosto 2014 sul tetto ai maxi stipendi dei superburocrati, c'è stata la corsa alla pensione. E via altri 76 milioni di euro tra pensioni e vitalizi dalle casse della Regione. Capofila, Sebastiano Di Bella segretario generale dell'Ars che incassava 520mila euro l'anno (1.500 euro al giorno).

Di fatto le promesse dei deputati siciliani, tra cui il governatore Crocetta, di tagliarsi di 4mila euro lo stipendio hanno subito un lavaggio restringente. La reale riduzione oscilla tra i 600 e i 900 euro al mese.

CROCETTA.  "Sinceramente ci sarebbe da farsi una fragorosa risata a sentire la notizia che un viaggio a Doha sarebbe costato per la Regione siciliana 700 mila euro per le missioni di qualche rappresentante istituzionale. Anche perché non si riesce a capire com'è che al giornalista che pubblica tale notizia, non venga il dubbio che sia una bufala. A novembre scorso, insieme al presidente Ardizzone, al presidente della commissione attività produttive del parlamento siciliano ed al sindaco di Palermo, siamo stati invitati dalle autorità del Qatar a presenziare e tagliare il nastro della iniziativa Brand Italy, alla quale erano presenti circa 120 imprenditori siciliani per promuovere i prodotti dell'Isola. L'iniziativa ha avuto un grande successo, con molte aziende siciliane che hanno chiuso importanti contratti. Per quanto mi riguarda, le mie spese sono state i soldi del biglietto aereo in seconda classe, le spese di albergo di terza categoria (150 euro a notte), per il cibo non ho speso più di 15 euro a pasto. Se questi dovessero essere i costi della "casta", ci sarebbe da ridere. L'iniziativa è stata valida per la promozione delle imprese siciliane, che hanno risposto a uno specifico bando pubblico. Ovviamente la voglia di diffamare ogni volta supera l'immaginazione e non conosce i limiti del buon gusto. Il reato di diffamazione c'è tutto, ma sinceramente è una notizia talmente falsa che non credo valga la pena di procedere con un'azione giudiziaria".

SPESE PAZZE. Lo scorso Gennaio,  la Corte dei Conti ha citato in giudizio sette capigruppo dell'Assemblea regionale siciliana per le spese pazze legate alla passata legislatura. Secondo la Guardia di finanza, tra il 2008 e il 2012 sarebbero state rendicontate uscite per iniziative politiche o esigenze personale che non si possono ricondurre a "fini istituzionali". I sette sono chiamati a rispondere per un danno all'erario di due milioni.

Il danno maggiore, per circa 700mila euro, viene contestato a Francesco Musotto, ex capogruppo del Movimento per le autonomie (Mpa). Tra le spese "non giustificate" anche 45mila euro che Musotto sostiene di avere consegnato in una busta all'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il quale però ha negato di avere ricevuto denaro dal gruppo parlamentare del Movimento.

All'ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, sono contestate spese per 500mila euro che comprendono i pranzi dei deputati alla bouvette e le anticipazioni per bollette varie. A 407mila euro ammonta la spesa contesta a Rudy Maira (Udc, poi Pid): la Procura generale della Corte dei conti gli contesta, tra l'altro, l'erogazione di un'offerta per cinque messe di suffragio in memoria del padre dell'ex presidente dell'Ars, Francesco Cascio.

Sono stati citati anche Innocenzo Leontini (Pdl, 110mila euro), Giambattista Bufardeci (Grande Sud, 62mila euro), Cataldo Fiorenza (Mpa, 31mila euro) e Cateno De Luca (Gruppo misto, 4mila euro). Sulle "spese pazze" dei gruppi regionali indaga anche la Procura della Repubblica.