Castellammare, conferenza di servizi per il depuratore
«La conferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici è l’altro momento importante che attendevamo per l’avvio dei lavori di realizzazione dell’impianto di depurazione. Dopo l’undici maggio, se i pareri saranno favorevoli, avremo fatto un importante passo avanti e speriamo non ci siano più ostacoli burocratici che rallentino l’iter per la realizzazione dell’atteso depuratore». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola poiché il prossimo undici maggio è stata convocata da parte della commissione regionale Lavori Pubblici, la conferenza di servizi riguardante il progetto preliminare del nuovo impianto di depurazione “da ubicare in prossimità della radice del molo foraneo, relativi emissari e condotta di scarico sottomarina”. Il progetto, essendo Castellammare in procedura di infrazione comunitaria perché non provvista di impianto di depurazione, è stato finanziato con la delibera Cipe numero 60 del 2012, per un importo complessivo di diciottomilioni e trecentomila euro. La conferenza ha lo scopo di acquisire pareri, concessioni, autorizzazioni da parte degli enti interessati. A relazionare sarà l’ingegnere capo del Genio Civile di Trapani, Giovanni Indelicato. Oltre una decina i pareri necessari. La conferenza di servizi è stata convocata «dopo che la commissione regionale ha acquisito la delibera del consiglio comunale con cui è stato dato atto di indirizzo alla giunta di avviare le procedure per la redazione della variante allo strumento urbanistico -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. Già l’undici febbraio, nella preconferenza di servizi della commissione regionale Lavori Pubblici, era stato dato parere favorevole al progetto, rinviando alla nuova conferenza di servizi, possibile solo dopo l’acquisizione della presa d’atto da parte del consiglio comunale».
Il progetto prevede la realizzazione “a gravità del collettore principale, che si svilupperà da via Medici fino al nuovo impianto di depurazione con una condotta di sezione e pendenza adeguata a gravità, in sostituzione della condotta in pressione, tale da giungere ad una quota di ingresso del nuovo impianto di depurazione da allocare nell'area antistante all'ingresso delle gallerie previste nel progetto, cioè scavando a cielo aperto sull'ammasso roccioso da quota 13 metri slm a quota 3 metri sul livello del mare, collocando la base delle vasche dell’impianto poste a partire da quota 0 sul livello del mare. Questo al fine di minimizzare i costi di sollevamento dei reflui e realizzare i comparti dell’impianto in ambienti facilmente accessibili…”
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