03/10/2015 07:10:00

Virata della Juve e i Mondiali d’autunno. Due belle notizie per il calcio non solo nostro

 Settimana ricca per gli appassionati di calcio. A partire dal comportamento delle squadre italiane nelle Coppe Europee. Non fosse per la delirante prestazione (con allegata sconfitta) della Roma a Borisov, le altre italiane hanno realizzato un incoraggiante en plein che – oltre a dare punti per il ranking Uefa - fa bene sperare per il futuro. Ha vinto la Juventus – la più <malata> fra le nostre squadre, battendo nettamente il Siviglia allo Stadium, ed hanno vinto le tre di Europa League: il coriaceo e razionale Napoli di Sarri, la sempre più brillante e convincente Fiorentina di Paulo Sousa, e la stessa ondivaga Lazio.
La Juventus ha vinto perché è andata in campo paura, una paura ragionata e dettata dal momento delicato della squadra. Allegri, che ha mandato in campo Khedira sorprendendo un po’ tutti, ed ha finalmente, obtorto collo, mandato in campo Dybala dal primo minuto, ha cominciato a dare una fisionomia alla sua squadra. Il centrocampo comincia a prendere consistenza, Pogba, catechizzato a dovere ha rinunciato ai preziosismi ed ha gioca con semplicità (cosa che evidentemente sa fare) e Dybala ha smentito l’accusa di infondata di <pestare i piedi a Morata> giocando a tutto campo, un po’ (con le dovute proporzioni) come faceva Tevez. Khedira ha dato geometrie ed esperienza al gioco, anche Hernanes ha fornito una prestazione sufficiente, e Cuadrado ha dato fantasia e brio all’azione. La Juve ha avuto paura perché ha capito che non poteva più rischiare, ed Allegri è stato intelligente a dire ai suoi di non attaccare a testa bassa ma di mantenere soprattutto il possesso della palla e di cercare il secondo gol solo quando se ne intravvedevano le condizioni. Una paura che non era rinuncia ma concentrazione massima nel controllo assoluto del gioco. Ed ha dato i suoi frutti. Il prossimo step col rientro di Marchisio, dopo la sosta internazionale.
Cervello in sosta hannp dimostrato invece o componenti la commissione che ha stilato i 59 preselezionati per il Pallone d’Oro. Dimenticare Gigi Buffon è un errore troppo marchiano perché possa essere sottaciuto. L’australiano Luongo, ilm Rodriguez del Real, il coreano Son, il ganese Atsu e lo stesso simpatico Ayew (il cui maggior merito è forse quello di essere figlio di Abedi Pele), l’Okazaki del Leicester, il Guardado del PSV, gli stessi juventini Chiellini e Morata non sembra abbiano fatto sfracelli nell’anno solare, sia siano distinti più del nostro Gigi <mondiale>, trascurato ormai da anni e penalizzato oltre misura dal ruolo (rappresentato peraltro dal discusso De Gea, oltre che dal bravissimo Neuer).
Un po’ più di equità ed equilibrio non ci starebbe male, di tanto in tanto.
Una notizia positiva invece viene dalla chiacchieratissima FIFA che ha fissato la disputa del mondiale del 2022 in Qatar fra il 21 novembre ed il 18 dicembre.
Personalmente ho sempre sostenuto che il mondiale (e l’Europeo) per migliorarne qualità e spettacolarità, vanno disputati in autunno e non in estate. In giugno i giocatori sono stanchi, stressati, spesso infortunati, in gran parte delusi e privi di entusiasmo, pensano soprattutto ad andare in vacanza ed a riposarsi e rilassarsi con le loro famiglie. A novembre sono in forma, caricati, vogliosi di far bene, di ribadire i successi dello stagione precedenti o di rifarsi delle eventuali sconfitte e delusioni. Una condizione ideale per dare il massimo e contribuire ad elevare lo spettacolo. Nella foto allegata c’è la pagina in cui lanciai la proposta dieci anni addietro, sull’<ANNUARIO DEL CALCIO MONDIALE 2004/05>.  So che l’idea piace anche a Michel Platini, e quindi non è escluso che se ne possa parlare se verrà eletto alla presidenza della FIFA. Certo bisognerà studiare bene come ristrutturare i campionati Europei, da sempre legati – anche per ragioni climatiche - alla versione <autunno-primavera> ed a convincere anche sponsor e TV a rivedere i loro palinsesti. Il tanto chiacchierato mondiale in Qatar potrebbe diventare un test prezioso al riguardo. E chissà che il mondiale in autunno non faccia la fine delle isole pedonali: avversate all’inizio, e giudicate un toccasana dopo che, realizzate, hanno dato i loro frutti.

 

Salvatore Lo Presti



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