Sicilia, alla Regione c'è un buco da 500 milioni di euro
Regione in grave crisi di liquidità. Lo ha confermato davanti alle Sezioni riunite della Corte dei conti per la Regione siciliana l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, convocato insieme al collega alla Sanita’, Baldo Gucciardi, e ai dirigenti dei dipartimenti per riferire sulla situazione dei conti. “L’andamento delle entrate – ribadisce Baccei – continua e non essere buono e questo non perche’ abbiamo sbagliato le previsioni, ma in qunto abbiamo ottenuto 500 milioni in meno a causa della contrazione dell’Irap, del minor gettito dall’Irpef e di un minore introito dall’Iva”; in un concorso di colpa di Stato e Regione. Un quadro negativo per il 2015 che potrebbe addirittura peggiorare nel 2016, “quando non potremo utilizzare i 700 milioni del Cipe” e in assenza della delibera Cipe “il governo ha iniziato a bloccarci le entrate”.
“Avevo già lanciato un grido di dolore in aula, nei giorni scorsi – dice Baccei – anche per responsabilizzare sia l’Ars che i miei colleghi assessori, perché c’è un andamento delle entrate che non è buono. E non perché io abbia previsto male il 2014, visto che sono arrivato solo a fine del 2013 ma, perché c’è una contrazione dell’Irap, che è prevista dallo Stato e non da noi, inoltre sull’Irpef c’è minor gettito e una minore entrate sull’Iva dovuta allo split payment. Tutto insieme fa 500 milioni in meno circa”.
“La Corte dei conti è giustamente molto sensibile al problema – aggiunge Baccei – abbiamo condiviso le criticità, ora vedremo di proporre una soluzione per bloccare la spesa, ma senza intaccare pagamenti e stipendi di lavoratori. Cercheremo una soluzione che dia un messaggio valido per quest’anno, ma di forte criticità per il 2016, quando non potremo usare i 700 milioni del Cipe. La Corte condivide la nostra grande preoccupazione”.
E sui tempi della crisi di liquidità Baccei spiega: “Già c’è, tra l’altro, il governo ha cominciato a bloccarci le entrate finché non ci sarà la delibera del Cipe”.
Uno scenario complicatissimo, a fronte del quale pero’ l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi conferma le assunzioni nel comparto. Un migliaio quelle che dovrebbe scattare nell’immediato e riguarderanno personale precario, ma una cifra piu’ esatta potra’ essere data tra un paio di settimane, prosegue Gucciardi che assicura: “Le assunzioni si faranno nei limiti del tetto di spesa del personale contenuto nelle linee guida”. Del resto “nella sanita’ non siamo piu’ una regione canaglia, come nel 2007. I conti sono in perfetto ordine, il sistema e’ in equilibrio e il ministro della Salute ha certificato un avanzo di amministrazione di oltre 29 milioni”.
ORLANDO. “Le preoccupazioni della Corte dei Conti e le dichiarazioni dell’assessore Baccei sfortunatamente non ci stupiscono. Siamo in presenza di una conferma evidente di quello stato di calamità istituzionale che va ben oltre il buco di 500 milioni e che è stato più volte da noi denunciato anche alle istituzioni nazionali”. Lo afferma Leoluca Orlando, presidente dell’AnciSicilia. “I comuni siciliani non hanno, ad oggi, ricevuto un centesimo dei trasferimenti da parte della Regione e questo ci fa pensare che le difficoltà finanziarie – aggiunge – si stanno facendo gravare esclusivamente sugli enti locali. I 500 milioni di buco corrispondono quasi interamente, infatti, alle risorse che vanno trasferite a comuni”. “La Regione – conclude Orlando – sta dichiarando di volere il dissesto di 390 comuni dell’Isola ed è forse proprio questo elemento che giustifica la fin troppo leggera gestione finanziaria della Regione che, a fronte di un bilancio approvato, scopre a ottobre un così rilevante ammanco di risorse. Tutto ciò conferma che in questi tre anni, a differenza di tanti comuni che hanno saputo tamponare l’emorragia di risorse provenienti dallo Stato e dalla Regione, non si è fatto nulla che lasci intravedere un cambiamento strutturale, anche attraverso le tante annunciate riforme, e viceversa, si ascoltano dai responsabili di questo disastro dichiarazioni da Alice nel paese delle meraviglie”.
FALCONE. “Il buco nel bilancio della Regione siciliana andrà purtroppo ben oltre i 500 milioni di euro previsti dalla Corte dei conti. Da ormai sei mesi Forza Italia sostiene che in seguito alle minori entrate, al perdurare degli sprechi e alle mancate riforme, il buco si sta trasformando in una voragine, che potrebbe raggiungere quota 1 miliardo di euro”, lo dichiara l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. “Il governo Crocetta vada subito a Roma a rinegoziare le misure correttive già in sede di Legge di stabilità, a partire dalla compartecipazione della nostra Regione alla spesa sanitaria nazionale – prosegue Falcone –. Non è più possibile che lo Stato utilizzi la Sicilia come pozzo dal quale attingere senza dare nulla in cambio. Insieme a Crocetta anche Faraone, D’Alia e Alfano chiedano a Palazzo Chigi un’inversione di tendenza, dimostrando per una volta di fare qualcosa a favore della nostra terra, perché sino ad oggi abbiamo visto solo cose contro”.
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