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09/07/2026 06:00:00

Ars, maggioranza appesa a un filo. E spunta il nome di Romano per il dopo Schifani

La verifica della tenuta della maggioranza all’Assemblea regionale siciliana è ancora rinviata. L’Aula dovrà lavorare per tutto luglio, ma le difficoltà sono evidenti. È una maggioranza che, nei fatti, non c’è: esiste solo sulla carta.

 

Il calendario dei lavori è stato definito: il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, insieme ai capigruppo di maggioranza, ha fissato i prossimi appuntamenti.

Il 14 luglio verrà calendarizzato il ddl proveniente dalla Commissione Territorio e Ambiente, con la scadenza degli emendamenti fissata al 17 luglio. Il 21 luglio sarà invece la volta della relazione annuale del presidente della Regione, Renato Schifani.

Nella parte finale della sessione estiva, l’Ars sarà chiamata ad affrontare una serie di provvedimenti di rilievo, tra cui il Documento di economia e finanza regionale (Defr 2027-2029), i rendiconti finanziari 2020 e 2021, oltre agli emendamenti su Seus e Ast e al ddl della quarta Commissione.

Restano inoltre in calendario le sedute del 4 e 5 agosto, durante le quali, qualora l’iter fosse completato, potrebbero arrivare anche le variazioni di bilancio, la cosiddetta “manovrina” da circa 400 milioni di euro.

 

Sulla possibilità di rispettare questi tempi permangono però diverse incognite. Mentre l’assessorato regionale all’Economia e la Corte dei conti proseguono il lavoro tecnico sui documenti finanziari, è stato convocato un vertice della maggioranza proprio per fare il punto sulle variazioni di bilancio.

Il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha richiamato la coalizione alla responsabilità, sottolineando che un’eventuale bocciatura di un provvedimento del governo rappresenterebbe un passaggio politicamente molto delicato, paragonabile a un voto di fiducia, e imporrebbe una riflessione sulle prospettive della maggioranza.

 

La manovrina

L’assessore all’Economia Alessandro Dagnino sta lavorando alla manovrina e incontrerà i vari assessori per raccogliere le esigenze dei diversi rami dell’amministrazione.

Non mancheranno, però, le richieste dei deputati di maggioranza attraverso i Fit, il Fondo per gli investimenti nei territori.

 

Spunta l’ipotesi Romano

Il leader di Noi Moderati, Saverio Romano, intervenendo all’evento “Il Sud che produce e il Nord che consuma: focus sulle rinnovabili”, non ha escluso una propria candidatura alla presidenza della Regione.

Il deputato nazionale, vicino a Giorgia Meloni, ha dichiarato:
“Per chi fa politica, guidare la propria Regione è la più alta delle aspirazioni. Comporta fatica e responsabilità, ma se chiamato a dare un contributo alla mia comunità non potrei dire di no. Lo dico con rispetto per i nomi che circolano. Ma davanti alla confusione di queste settimane e a una necessità di ricambio ormai evidente, una scelta in questa direzione potrebbe rendersi necessaria. Ci sto pensando seriamente”.

Un altro nome che si aggiunge alla lista dei possibili candidati del centrodestra, segnale evidente di come l’uscente Renato Schifani non raccolga più un consenso unanime tra gli alleati.