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10/10/2015 06:20:00

Riforma delle province siciliane. Legge completamente riscritta, passa di nuovo all'Ars

 Saranno ugualmente eletti il prossimo 29 Novembre i presidenti dei Liberi Consorzi? E’ questa la domanda che aleggia nell’aria dopo aver appreso la notizia di “un’impugnatura” forte e chiara della riforma del Governo Crocetta da parte di Roma. C’è il rischio che la votazione possa saltare: Crocetta pare essersi arreso e quasi sicuramente riscriverà da capo l’epocale riforma delle Province, dopo le “bacchettate” del Consiglio dei Ministri che ha deciso di impugnare questa legge regionale. Questa presa di posizione avrebbe comunque lasciato un margine di speranza. Se il governo siciliano avesse riscritto la norma, seguendo quelle che sono le indicazioni del Palazzo Chigi, il ricorso sarebbe stato di conseguenza ritirato.

La prima data prevedeva le elezioni in tutte le ex province siciliane per domenica 29 Novembre da tenersi nelle sedi dei Liberi Consorzi. I sindaci avrebbero dovuto votare chi tra loro avrebbe dovuto prendere il posto in seno alla presidenza. Probabilmente la data che riunirà i 43 Sindaci alla votazione per la carica di presidente verrà sostituita da un’altra che sarà decisa in un secondo momento.

Intanto è approdato in giunta il nuovo ddl che “demolisce” quasi tutti gli articoli della legge regionale entrata in vigore il 4 Agosto 2015. Scomparirà l’organismo tutto siciliano, l’Adunanza elettorale, che prenderà il nome di “Consiglio” del Libero Consorzio e delle città metropolitane come previsto dalla legge Delrio.

Cambiano anche i regolamenti. Il presidente dell’ente avrà il compito di nominare i membri dell’organo esecutivo. La composizione dell’Assemblea del Libero Consorzio sarà composta dai sindaci dei comuni appartenenti all’ente. La durata del mandato, inoltre, non era stata ancora prevista nella legge regionale: adesso gli enti rimarranno in carica per quattro anni. I Comuni non potranno più gestire il sistema dei rifiuti e i nuovi enti non si occuperanno più della tutela ambientale.

Netto cambiamento anche sulle indennità. La legge varata dall’Ars e dal governo Crocetta prevedeva un bonus per i sindaci che guideranno i Consorzi, pur sapendo che nelle altre Regioni la carica andata svolta a titolo gratuito. Questo comma, come gli altri, sarà cancellato e le cariche saranno svolte a titolo prettamente gratuito. Una delle tante novità della Legge Delrio che si appresta a “riformare” le Province siciliane.

FALCONE. “Quella delle ex province è l’ennesima riforma mancata di Rosario Crocetta ai danni di una Sicilia oggi in stato comatoso. L’impugnativa del Consiglio dei ministri sancisce infatti la totale disfatta di un esecutivo regionale a tutti gli effetti incapace di governare ed estremamente dannoso”, così l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

“Il presidente della Regione ha altresì ignorato l’appello rivoltogli da Forza Italia circa la necessità di annullare le elezioni di secondo livello per i liberi consorzi e le aree metropolitane previste per novembre – prosegue Falcone – collezionando in tal modo l’ennesima magra figura di fronte ai siciliani. Oggi possiamo dire di avere fatto bene a non partecipare ai lavori d’Aula per una norma farlocca, che ci ha fatto solo perdere tempo prezioso. A Crocetta e ai suoi cortigiani diciamo di fermare una politica che si è mostrata più e più volte estremamente deleteria”.



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