01/11/2015 06:30:00

A Marsala un migliaio di persone alla manifestazione contro la guerra e la Nato

Circa mille persone hanno sfilato ieri alla manifestazione  indetta a Marsala contro la guerra e le esercitazioni Nato a Birgi dal "Coordinamento provinciale contro la guerra e la Nato" e il "coordinamento regionale dei comitati No Muos.  
Una mobilitazione organizzata da settimane che ha visto sfilare organizzazioni e associazioni di tutta la Sicilia. Il simbolo della manifestazione potrebbe essere un bambino di pochi mesi, nel suo passeggino, con i genitori che sfilano, e il cartello “Non sono Nato per la guerra”.
Fino  al 6 novembre l'aereoporto di Birgi infatti sarà usato come  centro nodale del Trident Juncture 2015, la più grande esercitazione Nato dopo la seconda guerra mondiale.
Contro queste esercitazioni si è organizzata la mobilitazione dalla provincia di Trapani e che ha poi coinvolto altre associazioni pacifiste siciliane giungendo fino a Niscemi con i No Muos.
Una mobilitazione per dire “no alla guerra, alla Nato, alle esercitazioni militari tangibilmente dannose alla salute e all'ambiente, all'utilizzo inaccettabile di fondi pubblici in spese militari. Ma non solo – aggiunge il coordinamento provinciale contro la guerra e la Nato. Un secco no a chi vuol rendere la Sicilia oltre che laboratorio di guerra, anche pattumiera d'Italia”.

Non c'è solo l'esercitazione militare negli slogan dei manifestanti. “Le trivellazioni nel Canale di Sicilia, la preoccupante possibile scelta di usare i territorio dell'area ennese come deposito nazionale di rifiuti radiottivi, gli inceneritori sparsi in tutto il territorio( che da qui a poco quasi sicuramente aumenteranno in numero) sono gli altri temi scottanti portati in piazza”.

Una manifestazione, quindi, che i promotori hanno pensato “trasversale ed eterogenea che vede i cittadini, gli abitanti della Sicilia , uniti in difesa del proprio territorio”.
Erano presenti anche anche collettivi studenteschi, movimenti sociali e in difesa del territorio quali movimento  No Triv e movimento No inceneritori Valle del Mela, partiti, sindacati. Tantissime le bandiere della pace e della Sicilia, performances varie che hanno animato il corteo. Pochi in realtà i politici della provincia di Trapani in corteo.


"Come cittadini ci siamo mobilitati  contro queste esercitazioni e contro chi vuol rendere la terra in cui viviamo luogo in cui si gioca a fare la guerra, luoghi da contaminare e deturpare sia nell'immagine che nella sostanza” continua il coordinamento.
E' stato ricordato anche l'episodio di martedì scorso con due elicotteri militari americani in panne atterrati al Parco di Selinunte. E il caso degli abitanti di Birgi svegliati nel cuore della notte dal rumore degli aerei.
Dall'Aeronautica Militare hanno sempre fatto sapere che le esercitazioni che partono da Birgi non solo non avrebbero influito il lavoro dello scalo civili del Vincenzo Florio ma anche che le esercitazioni non sarebbero state pericolose per gli abitanti e che si svolgevano sotto forma di simulazione, senza munizionamento.
Dichiarazioni che non hanno rassicurato i coordinamenti contro la guerra. “Noi siciliani conosciamo  molto bene gli effetti devastanti frutto della militarizzazione dell'isola. Il Muos di Niscemi, la base di Sigonella, gli impianti di radio telecomunicazione, le installazioni radar e le postazioni per le guerre elettroniche presenti a Lampedusa, il radar della135^ Squadriglia dell’Aeronautica militare di contrada Perino a Marsala hanno negli anni generato incremento del rischio di insorgenza di tumori,inquinamento acustico, fenomeni di estinzione animale e vegetale, malformazioni fetali”. 
Per Chiara Paladino, del coordinamento provinciale contro la guerra e la Nato, la manifestazione di ieri ha dimostrato che “la gente ha avvertito il desiderio e l'esigenza di esprimere il proprio dissenso, rivendicare il diritto di poter determinare le sorti della propria terra, schierarsi apertamente contro la guerra, la Nato, gli usi  impropri dei territori per finalità belliche e che li intendono quali discariche o luoghi da sfruttare e stuprare nelle loro bellezze".



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