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11/11/2015 06:27:00

Riforma dei beni confiscati alla mafia. La proposta di legge è alla Camera

 "Questa proposta di legge è un vero scempio e peggiora l'attuale legislazione. Se il testo rimarrà come è attualmente, altri casi Saguto, e anche di peggio, potranno verificarsi, in quanto nessuna incompatibilità è stata introdotta per le persone di cui può avvalersi l'amministratore giudiziario, dando così la possibilità a quest'ultimo di nominare parenti del giudice di prevenzione, da cui l'amministratore ha avuto l'incarico". Posizione netta quella del deputato nazionale del M5s, Riccardo Nuti, in merito alla legge di riforma per la gestione dei beni sequestrati e confiscati che approda alla Camera.

Secondo i pentastellati "la riforma rischia di creare altri casi Saguto, in quanto non farebbe registrare passi avanti sul versante della trasparenza degli affidamenti degli incarichi, anzi". "Le aziende economicamente rilevanti sequestrate verranno affidate a dipendenti di Invitalia Spa (ex Sviluppo Italia), un carrozzone privato gestito dal ministero dell'Economia, i cui bilanci - dice Nuti - da anni sono in rosso e che negli anni ha prodotto più disastri che altro. Non contento di ciò il Pd permetterà ad Invitalia, con il trucco della parolina 'piani di valorizzazione' (termine non casualmente vago), di mettere le mani su tutto il fondo della crescita sostenibile, un tesoretto che al momento ammonta ad oltre 1 miliardo di euro”.

Il M5S ha la sua “ricetta” per migliorare la legge, contenuta nel pacchetto di emendamenti che ha preparato, ma che difficilmente potrà illustrare in toto, visti i tempi contingentati. “A nostro parere – afferma Nuti - bisognerebbe potenziare e riorganizzare l'organico dell'agenzia dei beni sequestrati e confiscati e dotarla di personale competente nella gestione aziendale, introdurre nuovi strumenti per impedire il fallimento del 95 per cento delle aziende sequestrate, introdurre trasparenza nella gestione dei beni e la pubblicità dei beni sottoposti a sequestro, ma il Pd, con il silenzio di tutti gli altri partiti, rischia di peggiorare tutto il sistema”.

I deputati Cinquestelle hanno chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di rinviare il testo alle commissioni. “Il Pd e la presidente di commissione Ferranti – spiega Nuti - hanno creato un grande pasticcio. Dalla commissione giustizia era emerso un testo di legge di 51 articoli che giovedì scorso è diventato di 30 articoli. Questa 'semplificazione', apportata dagli uffici della commissione giustizia, su proposta del Pd, ha modificato anche il contenuto del testo, ma le commissioni parlamentari e il comitato per la legislazione intanto avevano già espresso il loro parere sul precedente testo di 51 articoli. Le commissioni e il comitato dovrebbero pertanto essere riconvocate per riesprimere il loro parere sul testo corretto e, conseguentemente, si dovrebbe far slittare l'arrivo della legge in aula. La confusione è stata tale – spiega Nuti - che il testo contiene, in più parti, modifiche diverse agli stessi argomenti. Ad esempio gli articoli 15 e 28 si contraddicono”.

In tutto il territorio nazionale, dal 1997 ad oggi, la lotta alle infiltrazioni criminali ha finora portato a sottrarre alla criminalità un patrimonio complessivo di circa 140.000 beni (dati Sippi, 2015), di cui circa 18.000 sequestrati e 47.000 confiscati. Il 2015 ha registrato un aumento dei beni confiscati rispetto allo stesso periodo del 2014 per un totale di circa 13mila beni, di cui il 46% sono beni immobili. Non sono solo le regioni del Sud ad essere interessate dal fenomeno ma anche il Nord: la Lombardia si colloca, infatti, al quinto posto per sequestri e confische tra le regioni d’Italia.

Il testo di legge prevede lo spostamento della sede principale dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata da Reggio Calabria a Roma. La sede di Reggio Calabria viene quindi “delegittimata” e “declassata” a sede secondaria. La proposta normativa  prevede, inoltre, la soppressione delle sedi secondarie dell’ANBSC di Napoli, Palermo e Milano.  Non vi è, invece, alcuna previsione circa l’aumento a 300 unità dell’attuale dotazione organica fissa del personale (nr. 30 unità) già annunciato sulla stampa dall’on. Donatella Ferranti del Partito Democratico, Presidente della 2^ Commissione Giustizia della Camera che ha predisposto la “riforma” dell’Agenzia Nazionale. 



Native | 25/04/2026
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