Nuovi guai per Bulgarella. Deve al Comune di Pisa 4,2 milioni di Imu non pagata
Nuovi guai per l'imprenditore di Trapani trapiantato a Pisa, Andrea Bulgarella. Le sue imprese devono al Comune di Pisa ben 4,2 milioni di Imu non pagata. C’è anche il gruppo di Andrea Bulgarella fra le imprese in debito con il Comune di Pisa per Imu e Ici non ancora pagate e per fidejussioni non valide. Lo si apprende da una nota del Comune, che annuncia un’inchiesta interna sulle imprese in debito con l’amministrazione e l’eventuale invio di segnalazioni alla procura della Repubblica. Si profilano dunque altri guai per l’imprenditore trapanese-pisano indagato dalla procura antimafia di Firenze per presunti contatti con la mafia.
Spiega la nota del Comune: «La situazione della crisi economica, e in particolare del settore delle costruzioni, dura da almeno 7 anni; in questo periodo si sono moltiplicati i casi di difficoltà economiche fino al fallimento di non poche imprese. Un problema per quei Comuni che, come Pisa, malgrado la crisi, hanno continuato a investire su nuove realizzazioni e sul recupero e riuso dell’esistente». Fatta questa premessa, la nota spiega che «il Comune di Pisa, con direttiva del sindaco Marco Filippeschi, ha aperto un'inchiesta interna per capire se gli uffici abbiano rispettato la normativa vigente riguardante le fidejussioni presentate da costruttori incaricati di svolgere lavori pubblici. L'istruttoria è stata affidata al segretario generale dell'ente, Marzia Venturi».
E’ stato il gruppo consiliare Ucic-Prc a denunciare l'emissione di fidejussioni 'tossiche', accettate dall'amministrazione, da parte di una finanziaria finita nella black list di Bankitalia già dal 2008 per conto di un consorzio di costruttori pisani. Nella nota il Comune precisa che «nei casi di infrazione delle regole (ad esempio, l'impresa presenta fidejussioni non buone o che diventano non buone nel corso del tempo senza avvertire gli uffici) sono previsti la denuncia alla procura della Repubblica, la segnalazione all'Autorità Anticorruzione (nel caso di omessa comunicazione della cessata attività) e l'individuazione di eventuali responsabilità interne». Il Comune precisa anche che le verifiche in corso riguardano «circa un centinaio di polizze fideiussorie» ma l'ente si dice «convinto di non perdere niente» perché «se una fidejussione risulta (per vari motivi) non escutibile, l'amministrazione chiede innanzitutto all'impresa di sostituirla con una valida e in caso di inadempienza può rifarsi sul patrimonio immobiliare dell'impresa stessa». E se fallisce, come accaduto appunto alla Sviluppo Navicelli (fidejussioni non escutibili), «il Comune si è mosso col Tribunale facendosi inserire fra i creditori».
Anche il gruppo di Andrea Bulgarella – secondo l’amministrazione - ha presentato due fidejussioni 'tossiche', e quindi non valide, al Comune di Pisa: una per la Piazza del terzo Millennio, stipulata con Union Credit, e una per la Colonia Regina Elena, stipulata con Medusa. Il Comune spiega che «gli uffici hanno richiesto la sostituzione delle polizze o il pagamento del previsto, essendo il gruppo del tutto operativo». Non è tutto. «Le imprese del gruppo Bulgarella – conclude la nota - risultano al momento debitrici per Imu e Ici non ancora pagate per circa 4,2 milioni di euro. Sono state avviate le procedure per il recupero. Altre voci sono in corso di quantificazione considerata la complessità, ma per tutte sono stati attivati accertamenti, decreti ingiuntivi e ogni atto utile».
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