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25/12/2015 02:50:00

Il Consorzio "Trapani 1" aumenta le tariffe dell'acqua del 500%. Agricoltori in allarme

Cambiano le tariffe per la fornitura idrica in agricoltura. A deciderlo con un aumento a carico degli agricoltori del 500% è stato il consorzio di bonifica “Trapani 1” che gestisce proprio le forniture idriche.
Con una sua delibera il Consorzio porta la tariffa da 16,00 Euro a 93,94 Euro ad ettaro  quale contributo dovuto dai produttori olivicoli per avere l’acqua nelle terre servite dallo stesso consorzio. Un aumento che ha come motivazione il solito bilancio da rispettare in ragione dei recenti provvedimenti adottati dalla Regione siciliana.

La decisione adottata dal Consorzio “Trapani 1” che riguarda migliaia di produttori agricoli della Provincia di Trapani ha fatto scattare l'allarme. "E’ inaccettabile - commenta Maurizio Etiopia dell’UGL - chiedere di pagare un contributo così elevato agli agricoltori già colpiti dall’attuale crisi".

E sull'aumento dei costi irrigui per l'agricoltura è intervenuta con una nota anche l'on. Antonella Milazzo del partito democratico:

"In merito alle recenti notizie di stampa riguardanti il paventato aumento del 500% del contributo dovuto dai produttori agricoli per poter irrigare i loro terreni, da parte del Consorzio di bonifica Trapani 1, penso che bisogni intervenire urgentemente al fine di evitare conseguenze disastrose al settore agricolo."Lo dice la parlamentare regionale del PD, Antonella Milazzo.
"Lavoreremo affinchè il governo regionale e il parlamento, in sede di discussione della nuova manovra finanziaria, trovino la soluzione per evitare un tale spropositato aumento che rischia di mettere in ginocchio gli agricoltori della provincia di Trapani".
"Bisogna senza dubbio tener conto delle esigenze di armonizzazione contabile e di necessario risanamento di enti come i consorzi di bonifica, che da tempo versano in gravi condizioni finanziarie - conclude la parlamentare marsalese - ma si devono tutelare gli agricoltori e i lavoratori dei consorzi, che non possono pagare per gli errori e le gestioni dissennate del passato".