02/02/2016 06:30:00

Prime condanne per le spese pazze all'Ars. La situazione di Adamo, Ruggirello, Marrocco

 Lo scossone alla politica siciliana arrivato con l’inchiesta sulle spese pazze all’Ars arriva ad una prima sentenza. E’ quella della Corte dei conti che ha condannato l’ex capogruppo dell’Mpa Francesco Musotto ad un maxi risarcimento: dovrà restituire alla Regione circa 600 mila euro. La sentenza è stata depositata venerdì scorso. Su Musotto gravava la richiesta più pesante da parte della magistratura contabile: circa 750 mila euro.
Oltre a lui i giudici contabili devono giudicare anche altri politici del parlamento siciliano che sono stati capigruppo dal 2008 al 2012.: l’’ex capogruppo del Pd Antonello Cracolici, oggi assessore all’Agricoltura, Rudy Maira, Innocenzo Leontini, Giovambattista Bufardeci, Dino Fiorenza e Cateno De Luca.
L’indagine della Corte dei conti, curata da Adriana La Porta, riguardava la precedente legislatura (2008-2012). Un’altra inchiesta, da parte della magistratura ordinaria, ha portato invece nel luglio scorso a una richiesta di rinvio a giudizio per peculato a carico di 13 ex capigruppo (escluso Cracolici). Entrambe muovono da un maxi-rapporto della Guardia di finanza. Il campo delle contestazioni, nel corso dell’istruttoria, si era ristretto: la Corte aveva escluso le spese per il personale.
E cosa c’è nella richiesta di rinvio a giudizio per i 13 politici da parte della Procura palermitana? Nel lungo elenco delle spese pazze c’è un po’ di tutto, dalle cene al ristorante, alla spesa al supermercato, alle borse Luis Vuitton, e poi le cravatte Hermes e le ceste natalizie. Le spese fatte dai deputati siciliani passate al setaccio.
Tra i deputati regionali per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per peculato c’è anche Giulia Adamo, ex sindaco di Marsala, e dal 2008 al 2012 capogruppo di Forza Italia e Udc. C’è anche Paolo Ruggirello, da Trapani, deputato questore, ex Articolo 4 ora Pd. E ancora Livio Marrocco, che era capogruppo di Fli.
Assieme a loro figurano Nunzio Cappadona, Francesco Musotto, Rudy Maira, Nicola D'Agostino, Marianna Caronia, Innocenzo Leontini, Cataldo Fiorenza, Salvatore Pogliese e Cateno De Luca. I pm a luglio hanno deciso di contestare solo le spese totalmente estranee ai fini politici. Quindi escluso il capitolo più grande, riguardante la spesa per i dipendenti. All’inizio gli indagati erano quasi cento. Infatti è stata stralciata la posizione di 86 parlamentari, per la metà di essi la Procura ha chiesto l’archiviazione.
E, dicevamo, si è deciso di tenere in considerazione solo le spese che non c’azzeccano nulla con il ruolo e con i gruppi politici.

Giulia Adamo, ad esempio, avrebbe comprato liquori e vini con un assegno da 1600 euro. Ma anche una borsa Luis Vutton da 440 euro, cravatte e carrè di seta Hermese per 1320 euro, una borsa da 145 euro.

L'ex Fli Livio Marrocco, trapanese, invece, si sarebbe fatto rimborsare mille euro per un soggiorno in albergo, e ancora 1.782 euro alla voce regalie, oppure 1651 euro giustificati come “pranzi di Pasqua, acquisto di pasta fresca, abbigliamento, articoli da profumeria, ottica, lavanderia, erogazioni liberali, revisione motociclo personale”. Secondo la Procura Marrocco ha usato fondi del gruppo anche per panettoni e spumanti, acquisti in un bar, e poi 179 euro per i fumetti di Diabolik. E poi mancherebbero le pezze d’appoggio per i 9 mila euro ricevuti quando era un semplice deputato e iscritti alla voce “attività politica”.

L’altro trapanese coinvolto è Paolo Ruggirello,del Gruppo misto, che si sarebbe appropriato di 3500 euro di cui non avrebbe fornito alcuna pezza d'appoggio.
In questi giorni la Corte dei Conti deciderà chi dovrà rimborsare cosa. Una faccenda che non riguarda i politici della provincia di Trapani. Riguarda invece l’indagine della Procura e la richiesta di rinvio a giudizio presentata.