Le risse alla Casa di Riposo "Tommaso Lucentini" di Castelvetrano
Ci si riposa sempre meno nella casa di riposo Tommaso Lucentini a Castelvetrano. Soprattutto da quando, qualche mese fa, sono arrivati tre ospiti particolari con meno di 60 anni e poca voglia di riposare, giocare a tombola o ricordare con nostalgia i vecchi tempi.
Spesso vanno via la mattina e la sera tornano ubriachi. Da settimane, il personale della struttura chiede aiuto, ma senza risultati. Una situazione difficile, perché sono tutte donne e fanno i turni da sole. E quando i nuovi ospiti diventano violenti tra loro, a volte arrivano a minacciare anche i vecchietti. "Tempo fa, abbiamo dovuto chiamare i Carabinieri, che però ci hanno detto che dobbiamo rivolgerci ai responsabili della struttura - dice la signora Filardo, tra le operatrici della casa di riposo - ma evidentemente i tempi per una diversa sistemazione di questi nuovi ospiti vanno per le lunghe. Abbiamo parlato più volte con i responsabili e il Comune ci aveva assicurato un intervento risolutivo. Ma purtroppo non si è ancora visto nulla. Non è possibile andare a lavorare col timore che potrebbe succedere qualcosa di brutto, sia agli altri ospiti che a noi".
La casa di riposo è un Ipab, Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza. E’ amministrata da un commissario straordinario, con un bilancio che già nel 2013 era sotto più di un milione di euro.
Nel suo sito internet c'è scritto anche che non si sottovaluta l'aspetto relativo all'animazione della vita dell’anziano: "L’Amministrazione, l’assistente sociale, gli operatori e qualche volontario, si muovono attivamente per la promozione e l’organizzazione di quanto può favorire la socializzazione dell’anziano, il suo svago e l’occupazione costruttiva del tempo libero".
Certo, è difficile pensare che l'inserimento di soggetti disadattati e con problemi di alcolismo possa favorire la socializzazione degli anziani. Così come ci sarebbe qualcosa da eccepire sull’occupazione “costruttiva del tempo libero” degli ultimi arrivati. E stupisce che, nonostante le lamentele degli operatori, nessuno si sia ancora mosso.
La Tommaso Lucentini, sembra da tempo una casa fantasma, con una struttura cadente, il piano superiore dichiarato inagibile e quello inferiore oggetto di continui interventi di manutenzione. Non ci sono più soldi, al punto da non riuscire più a combattere l'umidità che tortura le camere degli anziani.
Non ci sono soldi nemmeno per il personale, che dal 2011, a parte qualche acconto, non percepisce lo stipendio. Quattro anni fa si arrivò perfino al decreto ingiuntivo, che però non portò a nulla: le casse della casa di riposo erano vuote.
Una casa fantasma con quindici ospiti: tre pagherebbero per intero la retta mensile, sette a parziale carico del Comune e cinque a totale carico. Se fosse stata una realtà privata, oggi sarebbe chiusa da anni. Ma è un Ipab, fatta di precariato, incarichi e politica.
Intanto a cena, sulla tavola, ci sono anche i coltelli da cucina. Siamo proprio sicuri che non rischiano di diventare strumenti di "intrattenimento"?
Dal Comune fanno sapere che risolveranno a breve il problema, trovando ad alcuni soggetti una sistemazione alternativa.
Tutti in attesa dunque. Chissà, magari provare con un progetto di socializzazione meno adrenalinico.
Egidio Morici
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