19/07/2016 06:30:00

Marsala. Nessun servizio per turisti. I B&B: "Perchè pagare la tassa di soggiorno?"

Giovanni Modica è il giovane titolare di un B&B in Contrada Spagnola a Marsala. Una di quelle piccole strutture gestite da freschi imprenditori che amano la propria terra, che hanno sbirciato il mondo ma che hanno deciso di rimanere a Marsala e tentare di contribuire con il loro lavoro a far vivere questa terra offrendo ospitalità in quella che un tempo fu casa di villeggiatura.
L'attività di Giovanni si trova all'interno della Riserva Naturale Regionale delle Isole dello Stagnone, un luogo decisamente piacevole e che a quanto pare piace anche ai turisti visto che continuano a sceglierlo per pernottare qui durante il loro transito lilybetano, possibilmente moto muniti.
Nonostante la zona sia tra le più attenzionate dai visitatori qui non c'è un autobus, non c'è una navetta, una pista ciclabile che permetta di agevolare la residenza dei gentili ospiti. Ecco, proprio gli ospiti sono tenuti a sborsare 1,00€ al giorno a persona a fronte della Tassa di Soggiorno a favore del Comune di Marsala.
Lo scopo della Tassa di Soggiorno, alquanto comune in tutte le città turistiche, è quella di sostenere il Comune che li ospita nelle spese relative a servizi per i visitatori anche se a Marsala a quanto pare viene impiegata per ben altri scopi. A Marsala, come in altri Comuni della provincia di Trapani, la tassa di soggiorno serve per pagamento della quota dovuta a Ryanair per l'intricato accordo di co-marketing.
Pochi giorni fa la dichiarazione decisamente provocatoria di Giovanni: “d'ora in poi non farò più pagare ai miei ospiti la tassa di soggiorno. Per quanto mi riguarda è inconcepibile che debbano versare un contributo al Comune di Marsala senza che questo garantisca il minimo servizio”.
Decisione scaturita da una serie di eventi, di cui l'ultimo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso:
“un paio di sere fa sono arrivate in taxi, dunque senza proprio mezzo, al mio Bed and Breakfast due giovani ospiti, una polacca ed una belga. Dopo essersi sistemate hanno espresso il desiderio di raggiungere il centro per trascorrere la serata. Immaginate la mia frustrazione nel comunicare per l'ennesima volta che no, non c'era un autobus, no, non c'era una navetta e che non avrebbero potuto usare le bici messe da me a disposizione perché non esiste una pista ciclabile e la strada è troppo pericolosa di notte” - continua Giovanni - “mi ritengo una persona onesta. Per cui la mattina dopo mi sono premurato di trovare un'altra sistemazione per le due ragazze in un B&B al centro. Scelta a discapito dei miei affari ma che mi lascia dormire sereno”. Conclude il giovane imprenditore marsalese “pur di non fare brutte figure in passato ho pagato di tasca mia l'ammontare della tassa di soggiorno. Ma adesso basta”.
Chiediamo a Giovanni quali sono secondo lui le condizioni che renderebbero accettabile la tassa: “sorvolando la possibilità di potenziare i collegamenti con l'aeroporto, innanzi tutto sarebbe necessario avviare un servizio navetta da e per il centro storico fino alle ore 23,00. Dopo di che, è più che impellente l'installazione di una pista ciclabile. Molti turisti, soprattutto quelli provenienti dall'Europa settentrionale sono abituati a muoversi su due ruote anche su lunghe distanze a maggior ragione essendo Marsala quasi interamente pianeggiante. Se ne era parlato tre anni fa, e sembrava che la cosa fosse lì, lì per essere fatta e invece niente”. Un altro problema su cui Giovanni punta il dito è l'indecorosa situazione delle strade, soprattutto per quel che riguarda la regolamentazione delle soste: “all'altezza del molo installato parallelamente alla strada ogni anno il parcheggio selvaggio rende impercorribile con qualsiasi mezzo ed anche a piedi quel tratto. Diverse volte ho contattato personalmente i vigili urbani ma la risposta è sempre stata quella di non poter fare niente”.
Come Giovanni sono in tanti i titolari di B&B o di strutture alberghiere che non vivono serenamente la faccenda della tassa di soggiorno. Dal centro alla periferia tutti lamentano la mancanza di servizi ma alcuni la fanno pagare “perché è meglio che pagare un'eventuale multa”, altri preferiscono scontarla ai propri clienti pagandola di propria tasca, i più fiduciosi la fanno pagare “perché è giusto così. Perché l'amministrazione al momento non sta attraversando un bel momento ma bisognerebbe cominciare a parlare seriamente della situazione”. Oltre ai disservizi alcuni titolari, soprattutto quelli del centro storico lamentano la mancata pulizia delle strade, responsabilità da attribuire ad Aimeri quanto all'inciviltà degli stessi abitanti.
Alla luce di tutto ciò, e di tanto altro ancora, i gestori delle strutture ricettive continuano a chiedersi se è davvero questa la maniera con cui il Comune di Marsala intende incentivare il turismo. “E' mai possibile che sia così complicato elaborare un minimo di strategia per agevolare gli spostamenti fra i più importanti poli turistici della città?”. Molte strutture ricettive in città sono gestite da giovani, che rimangono a Marsala, e con tanti sacrifici riescono a inventare e portare avanti un progetto lavorativo, ma si sentono frustrati davanti all'inefficienza delle amministrazioni. Ragazzi, che chiedono risposte e azioni concrete. Come hanno fatto l'anno scorso, e gli anni passati. Ma che non sono mai arrivate.