Sono impietosi i dati sull'emigrazione dalla provincia di Trapani elaborati dalla Fondazione Migrantes, istituto della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa proprio di flussi migratori. Dati che devono fare riflettere, per tanti motivi: primo, perché di fatto è una tendenza che va verso lo spopolamento, e nei fatti sono gli immigrati, per la maggior parte di origine nord africana, che ormai costruiscono quasi un'ossatura portante della popolazione locale; secondo, perché questi dati spazzano ancora una volta i luoghi comuni sull'immigrazione, e sull'accoglienza, quando noi siamo i primi a cercare lavoro e spesso anche dignità fuori.
Secondo il rapporto "Italiani nel mondo" sono 43.322 i trapanesi che vivono fuori. Il 46% sono donne. Inutile dire che la maggioranza, il 23,8% del totale, è costituita dalla fascia di giovani in età adulta 18 - 35 anni. Ragazzi che studiano fuori e ci restano, ragazzi che vanno fuori a vivere. Emigrati che hanno famiglia e figli. Un emigrato su tre della provincia di Trapani è tale per nascita, perché nato fuori da genitori originari della nostra provincia.
Il primo Comune per emigrazione è proprio Trapani. Sono ben 5000 i trapanesi che vivono all'estero. Rappresentano l'8% della popolazione residente a Trapani nel totale.
In percentuale però il record è di Campobello di Mazara: 3084 abitanti su 11000 in totale vivono fuori, una percentuale enorme: 25,8% che colloca il Comune di Campobello tra i primi cinquanta in Italia. Nella classifica c'è anche Castellammare del Golfo: i castellammaresi che vivono fuori sono uno su cinque, 3100 su 15300 abitanti in totale. Ovvero il 20,7% della popolazione.
La Sicilia con 730.189 persone costrette ad andarsene, resta la prima regione di origine degli italiani residenti all’estero.
Agrigento, Catania e Palermo sono le province da cui partono più emigrati (sono, rispettivamente, al 3°, 7° e 8° posto nella classifica nazionale) mentre i comuni agrigentini di Licata, Palma di Montechiaro e Favara sono in assoluto i comuni italiani con il numero maggiore di cittadini che abitano fuori confine: quasi la metà dei cittadini di Palma (il 45,7%) ha fatto la valigia ed è andato via.
Lo studio della Fondazione Migrantes, che è un organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, incrocia fra loro vari dati che provengono da enti diversi e li analizza: il più importante è il Registro degli italiani all’Estero (AIRE) che si trova in ogni comune d’Italia. Ogni emigrante ha il diritto-dovere di iscriversi a questo registro se abita all’estero da più di un anno.
Molti, soprattutto i più giovani, temporeggiano e si iscrivono successivamente, forse a causa dell’incertezza causata dai primi periodi di ambientamento nel nuovo Paese e dalla nuova libertà di movimento tra i vari paesi europei. Tuttavia, i dati ufficiali AIRE sono molto utili per capire la realtà dell’emigrazione: nella nostra isola gli iscritti all’AIRE sono in media il 14,4% dei siciliani.