Sequestra in casa moglie e figlioletta di pochi mesi. Arrestato ad Alcamo
La Polizia di Alcamo ha arrestato un uomo, H.M., tunisino, classe 85’, per il reato di sequestro di persona aggravato in danno della compagna e della piccola figlia di sei mesi.
E' successo tutto sabato mattina. Intorno alle 11 la donna, ha chiamato il 113 chiedendo aiuto, riferendo di essere stata chiusa in casa assieme alla figlia pochi mesi da parte del suo convivente. Sul posto sono intervenuti gli agenti dalla Volante, che hanno mantenuto costantemente il contatto telefonico con la donna. I poliziotti hanno prima fatto irruzione nell’appartamento forzando la porta di ingresso a piano terra e successivamente sono riusciti ad aprire anche la porta interna del vano cucina dove la giovane era rinchiusa.
Una volta liberate la mamma e la bambina, dopo avere accertato che non avevano apparente bisogno di immediate cure sanitarie, la donna è stata portata in Commissariato per formalizzare la denuncia.
Qui la donna ha raccontato tutto. Ha riferito di avere informato il convivente dell’intenzione di andare a Palermo presso l’abitazione dei suoi genitori. A questo punto, il compagno è andato su tutte le furie, le ha sequestrato il telefono cellulare da cui estraeva la sim card, nascondendola e si è allontanato, non prima di avere chiuso la donna assieme alla bambina nel vano cucina, chiudendo la porta a chiave (che portava con sé).
Ricostruita la dinamica dei fatti, i Poliziotti si sono immediatamente messi alla ricerca dell’uomo, responsabile del sequestro della giovane compagna e della figlioletta di pochi mesi.
Con una scusa, lo stesso è stato attirato presso l’ospedale di Alcamo, comunicandogli telefonicamente di un finto malore della piccola.
La giusta apprensione per la salute della figlia lo ha fatto cadere in trappola, visto che dopo pochi minuti si presentava presso il pronto soccorso dell’ospedale di Alcamo, dove erano già in appostamento i Poliziotti che lo bloccavano e lo dichiaravano in arresto.
L’operato degli Agenti del Commissariato è stato approvato dall’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto effettuato ed ha applicato all’uomo una idonea misura cautelare.
La donna e la piccola, invece, hanno trovato rifugio presso i genitori di lei a Palermo.
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