Sicilia 2017, Crocetta si ricandida. Centrodestra: Cuffaro vuole Lagalla
Il 5 novembre i siciliani saranno chiamati a scegliere il Presidente della Regione Siciliana e i nuovi deputati.
Di certo, oltre alla data fissata da Rosario Crocetta, c’è la candidatura del Presidente uscente con il movimento da lui stesso formato, Riparte Sicilia. Le primarie del centro destra sono sottotono, nessuno ne parla quasi più, Nello Musumeci con il suo movimento Diventerà Bellissima non arretra di un passo e tiene forte la volontà di scendere in campo, lo farà da candidato alla guida della Sicilia. I suoi ex alleati di centro destra lo hanno lasciato solo ma questa non è una novità. Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia, ha sempre fatto così, scalda i motori, li fa rullare, poi si arresta e segue altre strade al momento più convenienti per lui. A Palermo, quinta città d’Italia, i forzisti hanno delegato il ruolo di candidato alla poltrona di sindaco a Fabrizio Ferrandelli il cui percorso politico nasce a sinistra, Miccichè non aveva candidati e si è fatto convincere da Saverio Romano a sposare la causa di Ferrandelli, Romano a sua volta accetta i preziosi consigli di Totò Cuffaro.
Il minestrone a Palermo è servito, la stessa coalizione la si vorrebbe riproporre per le regionali, Cuffaro è al lavoro, dispensa opinioni, consigli, mollano Musumeci e spostano l’asse non si capisce verso chi, anche se il più accreditato è Roberto Lagalla, ex Rettore dell’Università di Palermo.
Saverio Romano dalla sua pagina Facebook chiosa verso le regionali: “Non mi piace fare promesse, prendo però un impegno, farò di ogni giorno un'occasione per convincere i siciliani che svegliarsi la mattina dopo il 5 novembre del 2017 con un nuovo presidente della nostra regione sarà fantastico”.
A chi si riferisce Romano? Quale sarà questo candidato tanto atteso da far prendere le distanze da Musumeci? E soprattutto si è così convinti che il cittadino sia ancora disponibile a guardare le unioni miste e trasversali con regia esterna ma nota a tutti, e a dare il suo voto? Il cittadino, siciliano, può essere confuso, ma non è imbambolato, semmai stanco.
Il PD non ha ancora individuato un candidato e cammina su terreno impervio, sa che potrebbe perdere ma sa anche che il centro destra è a tutt’oggi diviso e questo potrebbe essere un vantaggio per i dem, qualora sappiano giocare bene carte e candidati.
Il movimento Cinque Stelle è quello che da tempo aspetta di cimentarsi alle regionali e soprattutto di poterne guidare il timone per i prossimi 5 anni, non è detto che non ci riescano. Lavorano al programma da un bel po’ e sono sui territori, movimento che è in crescita in punti percentuale rispetto agli altri partiti.
Non in ultimo, forse folgorato dal suo tour anche siciliano per i teatri, Vittorio Sgarbi dice di volersi cimentare alla presidenza della Regione, sostiene il critico d’arte di avere già pronto il programma, ricco di idee e di iniziative, una su tutte quella proprio di abolire le Regioni. Sembra un pesce d’aprile ma Sgarbi lo ha dichiarato con piena convinzione ad una emittente televisiva.
Di certezza ce ne è una : il centro destra è spaccato e non c’è la coalizione, quella stessa coalizione che avrebbe dovuto, e non è stata capace, a dare conseguenziale rottura con il passato. Quello che si vuole, infatti, riproporre ai siciliani è un retaggio del passato, del volemose bene, governiamo con i sorrisi e quando ci vuole con i cannoli, una politica che è stata già bocciata.
La grande alleanza dei moderati, sia a destra che a sinistra, avrà la sua prima prova alle elezioni amministrative di Palermo.
Per quanto riguarda il centro destra oramai tocca constatare che alle battaglie di statuto e di valori fondatori di quella parte politica ha scelto la strada più corta e più semplice di un probabile vincitore.
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