Marsala, il rogo alla cooperativa Abc a Birgi. Le indagini e i retroscena dell'incendio
Continuano a Marsala le indagini per chiarire la natura dell'incendio che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha distrutto capannoni e uffici della cooperativa ortofrutticola Abc, a Birgi, vicino l'aeroporto "Vincenzo Florio".
L'incendio ha distrutto anche dei mezzi dell'azienda, e ci sono pochi dubbi sulla sua natura dolosa. Resta da capire cosa si muove per ora a Marsala: le ipotesi in campo sono le più diverse, dato che quello della filiera ortofrutticola è un settore delicato, esposto non solo all'estorsione e al racket, ma anche al controllo, storico, delle organizzazioni criminali. Marsala in questo senso ha un ruolo strategico, come dimostrano le recenti operazioni di sequestro di beni a imprenditori non solo del settore dell'ortofrutta ma anche dell'autotrasporto.
Intanto emerge che il rogo che a Birgi ha distrutto locali e mezzi della “Abc - Cooperative Ortofrutticole Riunite” poteva avere conseguenze ben più tragiche. E non solo perchè, come abbiamo ricostruito su Tp24.it, nei pressi c'era un deposito di bombole piene di gas Gpl, ma perché si è scoperto adesso che al primo piano dell'edificio vivevano tre persone: tre dipendenti della cooperativa (il presidente è il 61enne marsalese G.V.) che hanno fatto appena in tempo a salvarsi. Sono una coppia e un terzo dipendente, di nazionalità rumena, regolarmente assunti dalla coop. Avevano in uso i locali al primo piano del magazzino. Intorno alle due sono stati loro ad accorgersi dell'incendio e dare il primo allarme. Altro particolare: nella notte si era alzato un forte vento di scirocco, l'ideale per sviluppare l'incendio, come ben sanno i tanti piromani dalle nostre parti. Anche questa circostanza depone a favore della natura dolosa dell'incendio.
Scattato l'allarme, le fiamme sono diventate in poco tempo alte, il calore e il fumo insoppotabili. Le serrande delle case vicine si sono liquefatte, e le famiglie hanno lasciato le loro villette, aiutando nei soccorsi. Nel frattempo tutto il magazzino ha preso fuoco.
Poi ci sono le polemiche. Abbiamo raccontato su Tp24.it che i mezzi dei vigili non sono arrivati subito, secondo i testimoni. Ma i vigili del fuoco, secondo i loro tabulati, hanno ricevuto la chiamata alle 2 e 21, e ed erano già sul posto con l'autopompa, alle 2 e 37, quindi in 16 minuti. Poi, sono arrivati via via i mezzi degl altri dipartimenti: 40 minuti ha impiegato il mezzo da Mazara e circa 30 quello da Trapani. Sul posto ben dieci automezzi, tra cui tre autobotti e tre autopompe.
CAMPOBELLO. Da un incendio ad un altro. Nel giorno di Pasquetta è stato bruciato un magazzino di Campobello di Mazara dove Giacomo Pisciotta ammassava la legna da rivendere a pizzerie e forni. Ora a Campobello parte la gara di solidarietà, con artisti locali che hanno organizzato un intero pomeriggio, il 1° Maggio, dedicato alla musica in piazza Favoroso, per raccogliere fondi per Pisciotta. . Nel rogo, che ha impegnato per quasi due giorni squadre di vigili del fuoco provenienti dai distaccamenti di Castelvetrano e Mazara del Vallo e dal Comando provinciale di Trapani, è andato distrutto parte dell’autoparco mezzi dell’impresa. Per asfissia è morto anche un puledro che si trovava in un box proprio nell’area interessata dall’incendio.
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