Regionali 2017, Faraone lancia le primarie. Crocetta: "Gioca, scassa tutto"
"Riconosco come unico strumento per la scelta del candidato alla presidenza della Regione gli stessi gazebo di domenica scorsa e quindi elezioni primarie che abbiano come obiettivo 200 mila elettori per scegliere la leadership che sarà l'unica legittimata politicamente". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, in conferenza stampa, a Palermo, per commentare il dato delle primarie di domenica scorsa, quando il popolo dei gazebo ha eletto con il 70,01% dei consensi Matteo Renzi segretario nazionale del Pd.
Poi Faraone, riferendosi alle modalità per celebrare le primarie in Sicilia, dove il 5 novembre si terranno le elezioni regionali, ha detto che le procedure si possono indire "entro maggio", mentre "le primarie per la scelta del candidato presidente del centrosinistra si possono tenere entro le prime tre settimane di luglio, in una delle tre domeniche; le candidature entro maggio".
"Mentre io sono impegnato a governare e a ricucire una grande alleanza, Faraone continua a creare divisioni. Vuole le primarie per la scelta del candidato governatore? Faccia la proposta alla segreteria del partito, invece che durante le conferenze stampa, altrimenti le sue sono le libere esternazioni di uno 'scassatutto'". A dirlo è il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, replicando a distanza a Faraone, che oggi, durante una conferenza stampa a Palermo per analizzare il voto delle primarie di domenica che hanno incoronato Matteo Renzi vincitore, è tornato a parlare della situazione politica dell'Isola.
Il renziano di Sicilia davanti ai giornalisti ha ribadito la necessità delle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione siciliana alle elezioni di novembre. "Crocetta non deve chiedere ai segretari di partito e ai capicorrente una valutazione sul suo operato, si affidi agli elettori, sottoponendosi al voto" ha detto Faraone.
"Le solite esternazioni 'faraoniche' - ha tagliato corto Crocetta -. Invece di parlare del risultato delle primarie e di Renzi, Faraone gioca con la politica siciliana. D'altra parte non potrebbe fare altro, visto che con lui Renzi in Sicilia perde sempre". Parole in libertà insomma, mentre Crocetta è "impegnato a lavorare con risultati concreti, abbassando le tasse, risanando il bilancio, facendo partire i cantieri del Patto del il Sud e facendo crescere il Pil".
E riguardo alla bocciatura da parte del sottosegretario di un eventuale rimaneggiamento della giunta Crocetta ("Fa ridere i polli" ha detto Faraone stamani)? "Io non ho mai parlato di rimpasti - spiega -, ho solo detto, dopo il via libera alla finanziaria, che occorre una valutazione sul governo. Una cosa che mi sembra fondamentale e legittima".
In ogni caso "non commento le parole di una persona non competente a parlare - dice ancora Crocetta -. La sua è l'opinione di un commentatore politico, ma la democrazia è un fatto collettivo. La scelta delle primarie passa da un confronto con gli alleati e attraverso le decisioni degli organi di partito, dove non si è mai discusso di questo tema. Quindi non c'è una proposta né di coalizione né di partito. Quando ci sarà ne parleremo".
Per il governatore l'esito delle primarie nazionali, invece, indica una strada. "Il popolo democratico vuole l'unità del partito, quella a cui lavoro anche io - dice -. Faraone, quindi, la smetta di creare divisioni e scassare tutto".
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