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06/06/2017 09:33:00

Marsala, Operazione "Scorpion Fish". Organizzazione pronta a favorire formazioni jihadiste

15,05 - Ci sono i primi commenti all'operazione "Scorpion Fish". Questa la dichiarazione Sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo: "Desidero rivolgere il compiacimento dell’Amministrazione comunale e mio personale al Procuratore Francesco Lo Voi, ai suoi sostituti, al generale della Guardia di Finanza, Giancarlo Trotta, nonché al Capitano Luigi Palma, comandante della locale Compagnia delle Fiamme Gialle, per la brillante operazione “Scorpion Fish” che ha consentito di sgominare una pericolosa organizzazione transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando dei tabacchi. Il loro impegno e la loro dedizione per l’affermazione della legalità oltre che meritevoli della nostra riconoscenza, siano da esempio per tutti”.

12,20 - In allegato a questa news potete vedere le foto dei fermati. 

11,30 - L’organizzazione si è mostrata pronta a svolgere la propria illegale attività anche a favore di soggetti ricercati dalle autorità di polizia tunisine per la commissione di gravi reati o per avere possibili connessioni con formazioni di natura jihadista.

Il sodalizio aveva programmato (ma non ancora attuato) l’illecito approdo sulle coste trapanesi, tra gli altri, di soggetti pericolosi in corso di individuazione, uno dei quali temeva, oltre che di essere arrestato dalla Polizia tunisina, anche di essere respinto dalle Autorità di Polizia italiane (una volta giunto nel nostro Paese) per “ terrorismo ”.

Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema illecito “transnazionale”, attivo tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni membro dell’organizzazione rivestiva un ruolo ben preciso occupandosi, a seconda dei casi, del reperimento delle “prenotazioni” dei clandestini e della raccolta degli importi dovuti per il viaggio, della movimentazione e della custodia del contante, del reperimento e dell’approntamento dei natanti utilizzati, della loro conduzione nelle traversate e, infine, del primo collocamento dei clandestini e delle sigarette contrabbandate sulle coste siciliane, in luoghi nella disponibilità dell’organizzazione.

Nel corso delle investigazioni è stato possibile ricostruire analiticamente l’organizzazione e l’esecuzione di 5 traversate.

In un caso, anche grazie alla stretta cooperazione tra gli investigatori e la componente aeronavale della Guardia di Finanza (Gruppo di Esplorazione Aeromarittima di Messina e Reparto Operativo Aeronavale di Palermo), è stato possibile monitorare in “diretta” lo sbarco sulle coste trapanesi, riuscendo ad intercettare i 14 clandestini sbarcati e a sequestrare oltre un quintale di sigarette di contrabbando.

Sono stati documentati ulteriori “viaggi” programmati – ma non andati a buon fine per impedimenti derivanti da concomitanti e ordinarie attività di controllo del territorio e in mare svolte dal Corpo – che, se ultimati, avrebbero portato nelle casse dell’associazione criminale oltre 100 mila euro di guadagni.

Si ritiene che le sigarette, per lo più di marche estere (Pine Blie e Business Royals), siano state smerciate nei mercati rionali trapanesi e palermitani, al prezzo di non più di 3 euro a pacchetto, con guadagni di oltre 17 mila euro ogni quintale contrabbandato.

Ancora più lucrosa l’attività di favoreggiamento dell’illecito ingresso di soggetti tunisini sul territorio nazionale: ogni clandestino pagava in Tunisia all’organizzazione, per arrivare in Italia, non meno circa 2 – 3.000 euro a viaggiatore.

Ogni viaggio, quindi, poteva generare profitti anche fino a 40 mila euro, al netto del costo per lo “scafista” e il “navigatore”, generalmente ricompensati, rispettivamente, con 5 mila e 3 mila euro.

Quando necessario il denaro raccolto in Tunisia veniva portato in Italia per “rifornire” di contanti i promotori dell’associazione criminale, perfezionando così vere e proprie operazioni di riciclaggio.

L’organizzazione smantellata sarebbe stata in grado di compiere almeno due traversate alla settimana tra la Tunisia e l’Italia.

09,30 - Arresti della Guardia di Finanza Marsala in una maxi operazione coordinata da Palermo e denominata "Scorpion Fish". 

Dall’alba di questa mattina i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia della Guardia di Finanza di Marsala, stanno eseguendo in tutta Italia, al termine di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, 15 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità tunisina ed italiana, appartenenti ad un’associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. In corso di esecuzione anche il sequestro di 10 autovetture e di due imbarcazioni utilizzate dal sodalizio per i traffici illeciti.

L'associazione criminale, capeggiata da pericolosi pregiudicati tunisini e con elementi italiani ai loro ordini, è risultata particolarmente attiva nell’effettuare una serie di lucrosi traffici illeciti tra la Tunisia e le coste del trapanese. Grazie all’utilizzo di veloci gommoni d’altura condotti da esperti “scafisti”, capaci di percorrere il tragitto anche in meno di 4 ore, sono state trasportate in Italia persone in grado di pagare il rilevante costo della traversata e introdotte in Italia sigarette di contrabbando.

In prossimità delle spiagge e delle calette di approdo è stato fornito ai clandestini un vero e proprio servizio “shuttle” fino alle basi logistiche dell’organizzazione, dalle quali gli immigrati – una volta rifocillati e forniti di vestiario – hanno potuto liberamente raggiungere le destinazioni desiderate.

L’organizzazione si è mostrata pronta a svolgere la propria illegale attività anche a favore di soggetti ricercati dalle autorità di polizia tunisine per la commissione di gravi reati o per avere possibili connessioni con formazioni di natura jihadista. Il sodalizio, infatti, aveva programmato (ma non ancora attuato) l’illecito approdo sulle coste trapanesi, tra gli altri, di soggetti pericolosi in corso di individuazione, uno dei quali temeva, oltre che di essere arrestato dalla Polizia tunisina, anche di essere respinto dalle autorità italiane per "terrorismo". 



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