Badante mazarese processata per circonvenzione di incapace, pm chiede 4 anni di carcere
Il pm Antonella Trainito ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per una donna mazarese Margherita Valenti, di 56 anni, accusata di circonvenzione d’incapace.
Il processo si tiene davanti al giudice monocratico di Marsala Matteo Giacalone. Secondo l’accusa, la Valenti avrebbe abusato delle “relazioni domestiche” e dello “stato di infermità o deficienza psichica” di un anziano mazarese, Liborio D’Ignoti, di cui era badante, per farsi cedere, con atto notarile, la “nuda proprietà” di tre fabbricati e alcuni terreni di pertinenza. E inoltre, farsi indicare come beneficiaria di sei polizze assicurative vita, nonché delegata a operare sui suoi conti correnti.
Alla morte dell’anziano (fine 2012), la donna è diventata, naturalmente, proprietaria degli immobili, titolare delle polizze assicurative e dei conti correnti bancari e postali. A seguito, però, della denuncia di un fratello dell’anziano, la Valenti è poi finita sotto processo. E nell’aprile 2016, ha subìto anche il sequestro preventivo di tutto il patrimonio di cui era entrata in possesso: case, terreni e liquidità (conti correnti bancari e postali), valutati in circa un milione di euro.
Il sequestro fu operato dalla sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala, che eseguì il provvedimento firmato dal giudice Giacalone su richiesta del pm Trainito. Il sequestro, piuttosto raro in corso di dibattimento, è stato chiesto e accordato perché, a quanto pare, c’era il timore che la Valenti potesse disfarsi dei beni. In particolare, avrebbe potuto vendere case e terreni. In questo caso, i familiari di D’Ignoti avrebbero visto sfumare la possibilità di “riconquistare” gli immobili. Il provvedimento riguardò, nello specifico, un fabbricato con terreno (vigneto) in contrada Archi Serroni, un altro fabbricato nello stesso “foglio di mappa” e un’abitazione a due piani in via Milano. I familiari dell’anziano defunto si sono costituiti parte civile. Ad assisterli sono gli avvocati Simone Bonanno e Francesca Lombardino. La sentenza dovrebbe essere emessa in ottobre.
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