Elezioni Regionale del 5 Novembre in Sicilia. Cominciamo dagli ultimi sondaggi: Il Pd è al 14%, il centrosinistra unito e con Alfano è al 18,5%, il Movimento Cinque Stelle è al 26,5%, il centrodestra è al 19,5%, se Alfano va con il centrodestra insieme fanno il 24%.
Forza Italia è in crisi, e quando non lo è cerca tutti i cavilli per esserlo. Al commissario regionale, Gianfranco Miccichè, piacciono le fibrillazioni e il fiato sospeso, piace la tensione, soprattutto se queste vengono create ad altri probabili alleati politici.
E' un continuo convergere su Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione, e distaccarsene. E' un matrimonio in crisi quello che si vuole celebrare, un matrimonio allargato agli alfaniani ed è un matrimonio con le carte del divorzio già in mano.
Giorgia Meloni e Matteo Salvini convergono su Musumeci e lo sostengono senza remore propendono per una pregiudiziale: NO ad Angelino Alfano. Miccichè si arrabbia e soccorre il compare, poi si aggiusta il tiro e si pensa al colore dei confetti.
Verrebbe da chiedersi: quale mai potrebbe essere il futuro di una coalizione che dovrebbe governare la Sicilia con una crisi già aperta adesso? Cronache di un divorzio annunciato.
Micchichè incontrerà stamattina, ad Arcore, Silvio Berlusconi e il punto sarà sempre l'intesa sulla Sicilia. Il centro destra unito risulterebbe vincente, in quota PD non hanno un nome, ad eccezione di Rosario Crocetta, che possa essere spendibile.
Questa quadra non si trova, se da un lato Micchichè tende il braccio a Musumeci dall'altra parte lo dice chiaro: prima si discute della coalizione e poi si dibatte sul nome. Il fatto è che il nome di Musumeci è in campagna elettorale da mesi, certamente non si ritirerà a metà corsa.
Dello stesso pensiero è il senatore trapanese, Tonino d'Alì, che appoggia in toto le scelte di Miccichè, non vedendo di buon occhio la fuga in avanti di Nello Musumeci.
Difficilissimo trovare una sintesi, altrettanto difficile far convogliare i centristi. Lo stesso deputato nazionale Saverio Romano non correrebbe con Musumeci, Cantiere Popolare ha già espresso la propria opinione e intenzione: un uomo di centro.
E alla ricerca del candidato è il Partito Democratico, da una parte l'uscente Crocetta che chiede primarie, fuori termine massimo, e dall'altra parte la ricerca di un nome della società civile che possa traghettare il partito alla vittoria sul modello Palermo.
Non è daccordo l'assessore all'Agricoltura, Antonello Cracolici, sull'idea del papa straniero, i nomi dentro l'area dem ci sono ma è necessario prima avere la coalizione. A sinistra la coalizione sembra più chiara, dal PD a Sicilia Futura passando per il PSI e una buona parte di centristi sono pronti per la campagna elettorale.
In fermento la provincia di Trapani per l'allestimento delle liste e delle candidature.
Marsala potrebbe avere tre candidati, in liste diverse. Nello Musumeci attinge a Paolo Ruggieri che dovrebbe guidare la lista Diventerà Bellissima, la lista del presidente; Stefano Pellegrino, fresco di arrivo all'ARS, ha già manifestato la sua volontà di candidarsi . Lo fa per la città, un sindaco da solo non basta : è necessario, dice Pellegrino, che abbia un referente politico alla regione o al parlamento nazionale. Insomma secondo Pellegrino Marsala non è stata rappresentata in questi anni e quindi è diventata il fanalino di coda di tutta la provincia. “Io ci metto la faccia. I cittadini devono metterci, adesso, il loro senso di responsabilità e scegliere cosa vogliono: o un candidato marsalese, che cerchi di dare a Marsala ciò di cui ha bisogno, o un candidato straniero, che con una mano dà a quei pochi che gli portano i voti e con l'altra toglie a tutti”.
Dure parole quelle di Pellegrino sulla deputazione attuale provinciale e marsalese, la sua candidatura è certa, non lo è la lista dove dovrebbe trovare ospitalità.
La sua normale postazione sarebbe quella di Forza Italia, nel 2012 ha inseguito il sogno dell'ARS nella lista del PDL, legale, peraltro, del senatore azzurro d'Alì.
Un'altra candidatura marsalese è quella di Eleonora Lo Curto, arrivata in Forza Italia dopo vari giri e piroette, tenta la scalata all'ARS ma non è detto che vada con i forzisti. E' Sicilia Futura che ha già espresso apprezzamento sulla Lo Curto e che la vorrebbe in lista come quota rosa. Questa eventuale postazione le garantirebbe un maggiore cuscinetto evitando lo scontro diretto con Pellegrino dentro la stessa lista. La Lo Curto parla di un centro destra che va ricostruito partendo dalla Sicilia: “Il ruolo di FI appare una via percorribile per strappare la vittoria ai grillini che debbono fare i conti con la manifesta incapacità di governo che è sotto gli occhi di tutti, a partire da Roma e in tutte le città nelle quali hanno vinto elezioni con i loro sindaci. Mi permetto di aggiungere tra l’altro che la recente bocciatura di tutti i candidati a sindaco presentatisi con la bandiera 5 stelle è il sintomo evidente che l’incantesimo e la magia affabulatrice dell’ex comico convertitosi alla politica dell’ antipolitica cominciano a non funzionare più”.
Partito il tour del movimento Cinque Stelle, toccheranno tutte le città siciliane, il 24 agosto è la volta di Marsala. In tour ci sono il candidato alla presidenza Giancarlo Cancellieri, Luigi di Maio e Alessandro Di Battista.