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22/08/2017 06:00:00

B&B degli orrori di Trapani. Il 18 settembre il via al processo per i quattro imputati

Si svolgerà il 18 settembre a Trapani l’udienza preliminare del processo scaturito dai fatti accaduti la notte tra il 15 e il 16 agosto dello scorso anno quando al B&B Orchidea di Trapani, fu trovato morto Fabio Maccheroni, 43 anni, informatico di Seravezza (Lucca), mentre il compagno di viaggio Alessio Menicucci, 36 anni, pisano, subì lesioni gravissime che lo hanno ridotto in fin di vita, a causa delle esalazioni di una canna fumaria malfunzionante, del panificio che si trovava al primo piano dell’edificio. Menicucci dopo alcuni mesi di coma si è ripreso ma ha subito delle lesioni neurologiche permanenti.

La Procura di Trapani nei giorni scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo i quattro trapanesi coinvolti nella vicenda: Benedetta Serafico, 54 anni, titolare del b&b, dei suoi genitori, Antonino Serafico, di 92 anni, e Tuzza Augugliaro, di 76, proprietari dell’immobile, e del gestore del panificio, Bartolomeo Altese di 35 anni.

 Le indagini, guidate dal pm Rosanna Penna, sono state condotte dai carabinieri e grazie alle consulenze dell’Arpa e del Cnr, si è constatato che per i turisti è risultato fatale aver dormito con la finestra chiusa e l’aria condizionata accesa, fatto che avrebbe causato l’intossicazione, per via della fuoriuscita del gas dalla canna fumaria non funzionante a causa di alcune lesioni.

In questa incredibile vicenda del b&b degli orrori, dove un killer invisibile ha ucciso durante il sonno, alcuni giorni prima anche altri ospiti, due ragazze di Ancona alloggiarono nelle camere al piano inferiore e denunciarono degli strani malori.

A fine luglio un’intera famiglia ospite della struttura aveva raccontato di aver sofferto di svenimenti e di crisi di vomito, ma in quel caso le esalazioni erano lievi perché il forno del panificio lavorava a medio regime.

Quando arrivarono i due turisti Maccheroni e Menicucci, la titolare avrebbe detto loro della possibilità dei cattivi odori che potevano presentarsi e accettarono lo stesso l’appartamento con l’accordo che non avrebbero fatto nessuna recensione negativa. La prima notte trascorsa non hanno avuto problemi anche se hanno chiuso le finestre. Stessa cosa è accaduta la notte del 15 agosto, ma alle prime ore del mattino il titolare del panificio ha messo la massimo la combustione per riscaldare al meglio il forno che era rimasto spento nelle 24 ore precedenti e purtroppo le esalazioni causate dalla canna fumaria lesionata sono state fatali.

Dalle indagini è emerso che non c’erano tutte le autorizzazioni necessarie per la struttura e che dalla canna fumaria dalla quale si è infiltrato il monossido di carbonio, sono arrivate anche le esalazioni letali di una serie di sostanze come benzene, xilene, antracene ecc. prodotte da mal funzionamento del forno.

Ma la cosa più assurda in questa vicenda rimane il fatto che, nonostante le segnalazioni delle due ragazze e della famiglia, che avevano avuto dei malori non ci siano stati né controlli né denunce che avrebbero potuto evitare una tragedia annunciata.
 



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