San Vito Lo Capo, la Tonnara gemellata con quella di Stintino
Domenica prossima, 27 agosto, al Museo della Tonnara di Stintino verrà presentato il libro di Ninni Ravazza "San Vito lo Capo e la sua Tonnara. I Diari del Secco, una lunga storia d'amore" (Magenes, Milano, 350 pagine). L'incontro, che rientra tra gli eventi culturali del Museo stintinese, ribadirà il gemellaggio fra i due territori - l'uno in Sicilia, l'altro all'estremità nord occidentale della Sardegna - un tempo sedi di prestigiose tonnare: a Stintino operava la Tonnara Saline attiva fino al 1973, a San Vito quella del Secco che concluse l'attività nel 1970.
Lo storico dell'economia Rosario Lentini, che ha scritto la prefazione al volume, colloquierà con l'autore ripercorrendo gli ultimi cento anni della tonnara del Secco, rivissuti attraverso la lettura dei preziosi Diari, messi a disposizione dalla famiglia di Ettore Plaja, ultima proprietaria dell'impianto di pesca; nella stessa occasione i professori Salvatore Rubino ed Esmeralda Ughi, responsabili del Museo, ricorderanno l'antropologa Gabriella Mondardini Morelli, che al mare e alla pesca del tonno dedicò saggi e libri.
Era stato Ninni Ravazza, nel luglio dell'anno scorso, a inaugurare con una conferenza sui miti e riti della tonnara il Museo di Stintino, che oggi è una delle maggiori realtà culturali dell'intera Sardegna.
Un percorso multimediale e interessantissimi reperti archeologici ripercorrono le vicende dell'uomo pescatore nella Sardegna nord occidentale, e sono migliaia le persone che nel primo anno di attività hanno visitato il bellissimo museo che sorge dove una volta c'era l'opificio della tonnara Saline; questo Museo ospita settimanalmente anche conferenze, dibattiti, mostre e concerti di musica classica: "E' la nostra risposta all'oblio che minacciava la tonnara e la sua memoria - dice Salvatore Rubino - Grazie all'Amministrazione comunale siamo riusciti a salvare i ricordi ed a farne la base su cui far crescere il futuro turistico della zona".
Ninni Ravazza, profondo conoscitore delle tonnare siciliane, confida in soluzioni che preservino la storia e le tradizioni alieutiche di San Vito lo Capo: "L'Amministrazione comunale ha formulato una manifestazione d'interesse per la tonnara del Secco, speriamo che anche qui si possa salvare una struttura ricca di cultura". Alla presentazione del libro a San Vito lo Capo, nei giorni scorsi, l'ingegnere Ettore Plaja, oggi novantaseienne, ha ricordato i fasti e le mattanze del Secco, auspicando che la pubblicazione che ne ripercorre l'attività possa fare da sprone a chi vuole e può salvare questa splendida tonnara.
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