Castellammare, annullato il decreto regionale di estinzione dell’Ipab Regina Elena
«La sentenza emessa dal Tar che si è pronunciato accogliendo il nostro ricorso sul decreto di estinzione dell’Ipab “Regina Elena e Vittorio Emanuele II”, evidenzia l’inopportunità del provvedimento del presidente della Regione che, noncurante di metterli in serissima difficoltà, intendeva attribuire ai Comuni siciliani debiti ed il personale degli Istituti di pubblica assistenza, senza alcuna assunzione di responsabilità: sia nei confronti dell’Ente locale che dei lavoratori».
Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola dopo che il Tar ha accolto integralmente il ricorso presentato dal Comune che ha impugnato il decreto regionale che aveva disposto l’estinzione degli istituti ed il passaggio ai Comuni della gestione degli enti, compreso il personale.
«Il Tar, dopo la sospensiva del provvedimento, ha adesso annullato tutti gli atti da noi impugnati ma non ci consideriamo soddisfatti e non ci sentiamo protagonisti poiché il problema ha una dimensione regionale: un meccanismo perverso avviato dalla Regione, che non potevamo non contestare. Dispiace –dice il sindaco Nicolò Coppola- perché da amministratore ho fatto quel che dovevo, da cittadino tutto questo mi duole poiché ai dipendenti dei varie istituti siciliani in estinzione la Regione ha lasciato intendere che la loro occupazione dipendesse dai Comuni, fatto che abbiamo sempre indicato come non legittimo. Non potevamo farci carico di debiti che nel nostro caso sono pari a circa due milioni di euro e portare il Comune al dissesto. Il Tar sottolinea che la Regione aveva prima chiesto al Comune il parere del consiglio comunale sull’estinzione dell’Ipab ed il passaggio al Comune dei dipendenti, ma sia la giunta che il consiglio comunale avevano espresso parere sfavorevole; inoltre l’automatico trasferimento del personale dell’Ipab è in conflitto con le leggi finanziarie locali e la terza sezione del Tar ha evidenziato che è possibile il passaggio all’ente locale solo del personale reclutato tramite pubblico concorso».
«I lavoratori, come ho sempre ribadito, sono vittime di una gestione sconsiderata che non è certamente attribuibile al Comune. Ad oggi la Regione non indica come farsi carico dei lavoratori degli istituti che meritano risposte adeguate –afferma il sindaco Nicolò Coppola-. Inoltre sottolineo che le azioni sindacali che dovevano mirare a far assumere alla Regione, unico ente deputato, la responsabilità dei dipendenti, non ci sono state. Quando il Tar ha sospeso il decreto regionale di estinzione dell’Ente in attesa del pronunciamento adesso arrivato, ho chiesto alla Regione di trovare una soluzione invece, con iltentativo di scaricare sui Comuni il peso di gestioni incredibili, per i lavoratori sono state emesse solamente attese illusorie. Mi auguro -conclude il sindaco Nicolò Coppola- che dopo questa sentenza che annulla tutti gli atti, e che non è la prima in tal senso, la Regione metta fine alla lunghissima ed inaccettabile sofferenza degli incolpevoli lavoratori, avviando un percorso diverso e serio per il risanamento delle ex Opere Pie »
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