La campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo 5 novembre si arroventa sul filo della novità e degli slogan. E' una campagna elettorale difficile, un'elezione politica quella che si apprestano a vincere, o a perdere dipende dai casi, le coalizioni e i singoli deputati per il rinnovo del parlamento siciliano.
Una cosa è certa, la politica tutta, da destra a sinistra, non è stata capace di rinnovarsi e di approcciarsi agli elettori con volti nuovi.
C'è una parola che non usiamo mai: rottamazione. A noi, proprio, quella parola non piace. Nessuno può essere, o dovrebbe essere, rottamato.
I giovani volti della politica possono fare grandi cose se alle spalle hanno avuto un politico esperto. Uno navigato, per intenderci. Uno a cui hanno rubato l'arte, senza metterla da parte.
La gioventù è bella, è aitante, è calorosa e superba. Non basta. Accanto ai giovani è necessario ci sia competenza, capacità, mediazione. Non ci si siederà per una partita di burraco, la Sicilia è ben altra cosa. In questa tornata elettorale i giovani della politica sono pochi, schieramenti di centro destra e centro sinistra puntano sui loro cavalli di razza, almeno su di loro il test numerico elettorale è stato già fatto.
Ebbene, Nello Musumeci non rottama affatto, anzi accanto a sé in Giunta chiama Gaetano Armao, già assessore del governo Lombardo con delega ai Beni Culturali e poi all'Economia; Roberto Lagalla, cognato del trapanese Mimmo Fazio, assessore alla Sanità di Totò Cuffaro. Ma non sono solamente queste le figure che gravitano attorno al centro destra, c'è Santi Formica che fu assessore di Cuffaro e di Lombardo. La lista è lunga, non li citiamo tutti.
Di certo c'è che Musumeci avrà un vice presidente con delega al bilancio nella persona dell'indignato Gaetano Armao, e Roberto Lagalla con in bilico la delega all'istruzione. Vorrebbe di nuovo la Sanità in mano. Squadra assessoriale completa per il movimento Cinque Stelle, lunedì verrà già presentato il primo assessore con delega all'Agricoltura. Sul nome massimo riserbo, verrà comunicato in conferenza stampa. I grillini hanno già dichiarato che tutta la squadra verrà presentata e ufficializzata prima delle operazioni di voto.
La coalizione di centro sinistra ha il candidato in corsa per la presidenza, si tratta del rettore dell'Università di Palermo, Fabrizio Micari. Una scelta che parte dal civismo e che abbraccia le sigle politiche, senza scalpore. Una candidatura che strizza l'occhio agli elettori liberali moderati che non voteranno la candidatura di Musumeci, perchè troppo a destra.
Micari è un moderato, apprezzato da Matteo Renzi (nel pomeriggio di oggi, alle 17.00, saranno entrambi presenti alle Cantine Fina, per la presentazione del libro “Avanti”, in pieno clima di campagna elettorale), che guarda ad un ampio elettorato.
Gli sforzi fatti da Leoluca Orlando sull'unità della sinistra sono stati vani, i bersaniani di Art.1-Mdp mandano avanti Claudio Fava, lo stacco è per la presenza di Angelino Alfano a sostegno di Micari. Ha tentato Giuliano Pisapia di far dialogare Micari con Fava, non c'è riuscito. Il leader di Campo progressista ha deciso: “non sosterrà il rettore, candidato di Pd, Ap con il Movimento di Leoluca Orlando, e al momento neanche il candidato di Mdp e della sinistra”. Si apre un momento di riflessione per Pisapia e i suoi.
A non sposare la candidatura di Fava, Antonino Ingroia, che etichetta la discesa in campo come imposta dall'alto “senza il necessario confronto e senza nemmeno la chiarezza di un progetto assolutamente alternativo al Pd. Una candidatura, dunque, inaccettabile per ragioni di metodo e di merito, che Azione Civile non sosterrà". Andrà verso Fabrizio Micari anche Ingroia? Intanto giovedì pomeriggio si è riunita la segreteria regionale dem, all'incontro con Micari, ci sono stati, tra gli altri, Baldo Gucciardi, Assessore Regionale alla Salute, candidato capolista nel collegio di Trapani per il PD e la deputata marsalese Antonella Milazzo.
Rossana Titone