Regionali in Sicilia, domenica al voto. Ricordate: noi siamo chi eleggiamo
di Rossana Titone - Domenica si voterà per il rinnovo del parlamento siciliano e il futuro governatore della Sicilia.
Gli elettori sono chiamati a essere parte attiva e attenta. Non si può delegare ad altri la responsabilità di scegliere. La politica se non la fai la subisci. Quando si sente dire, da più parti, che si è scoraggiati, delusi, lontani dal mondo delle istitituzioni non è un monito ma una realtà fatta di anni di disinteresse e di non comunicazione tra la classe politica e il cittadino.
Oggi l'elettore è scrupoloso, non mente, osserva e giudica. Vuole prove concrete dell'esserci e del saper fare, poi forse voterà.
E allora, intanto, è importante che il cittadino si rechi alle urne per manifestare un consenso, per fare una scelta, di qualunque natura essa sia, per indicare la sua presenza, il suo essere parte attiva in un contesto sociale che divora, come un buco nero, tutto quello che c'è attorno.
Noi siamo chi eleggiamo, non se lo scordi nessuno.
C'è stato un decadimento del linguaggio politico, danni alla cultura politica italiana e siciliana. Lo abbiamo permesso tutti noi dando il voto a chi ha utilizzato i partiti come ascensori per posizionamenti di potere con scarse credenziali e con l'obiettivo di far fuori politicamente i colleghi. Come se un partito fosse una eredità massiccia da sottrarre ad altri, come a voler fare il re senza regno, quando in verità non si è nemmeno reucci.
E siccome sono le urne che conferiscono l'incarico ai deputati e al presidente che ci rappresenteranno è necessario andare a votare. E' una situazione di emergenza la nostra, la percentuale degli astenuti potrebbe attestarsi ancora una volta al 55%.
Un dato che non va sottaciuto, sottovalutato e che si è normalizzato.
Non si vota secondo logiche clientelari e di favori concessi, questo è un pessimo esempio di una politica che ha fatto danni notevoli alla società e che non ha portato virtù alcuna.
La democrazia è un circolo, non lo si può spezzare non andando a votare. Il cittadino è coresponsabile della governabilita siciliana e delle scelte politiche. Non i politici, non i candidati. Ma chi li ha scelti, ancor più chi non li ha scelti preferendo alle urne la stupida apatia della vana protesta senza voce.
Andate a votare ed esprimete una preferenza su un candidato, su quello terrete poi gli occhi addosso rimproverandone l'eventuale non operato, sarete legittimati a farlo.
A che serve avere le mani pulite e dire che gli altri, invece, ce le hanno sporche se le vostre sono sempre state in tasca?
Non bisogna annacquare la democrazia, bisogna esercitare il diritto al voto quale strumento di partecipazione, non esistono le ribellioni fatte di non voto. Quelle sono rivoluzioni fasulle, come chi vi esorta a stare a casa.
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