Elezioni Regionali Sicilia 2017: la vittoria di Musumeci, la sconfitta del Pd. L'analisi
Vince Nello Musumeci, vince la coalizione di centro destra. La Sicilia ha il suo nuovo presidente, discontinuo ed opposto al governatore uscente Rosario Crocetta.
E' stato un testa a testa tra Musumeci e il candidato presidente del movimento Cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri.
I veri vincitori di questa competizione sono proprio i grillini che, senza altri partiti a supporto, hanno raggiunto un importante traguardo elettorale: al di sopra del 35%.
Il centro-destra unito vince, stacca nettamente il candidato del Partito Democratico, Fabrizio Micari.
Il rettore prestato alla politica, con cui i politicanti di quell'aria hanno voluto fare un esperimento che hanno pagato caro, è stato consegnato alla sconfitta.
Micari si è impegnato, ha cercato una strada, ma è stata completamente sbagliata la conduzione della campagna elettorale. Poca esposizione, poco contatto con il cittadino a differenza di Musumeci che, nel frattempo, sceglieva le piazze e i teatri.
Una debacle per il centro sinistra che paga lo scotto di avere aspettato a lungo la decisione di una eventuale discesa in campo del presidente del senato, Piero Grasso, e una legislatura uscente non tutta rose e fiori.
Certo, adesso il centro-destra dovrà al proprio interno darsi delle regole, anime diverse vi albergano, sarà questo il primo e grande compito del neo presidente Musumeci.
Ne esce rafforzata Forza Italia che si attesta prima forza politica che ha trainato tutta la coalizione di centro destra e che ha portato alla vittoria del presidente.
Forza Italia nel collegio di Trapani elegge il suo capolista Stefano Pellegrino che incassa oltre i 7000 consensi e che stacca sia Toni Scilla che Giovanni Lo Sciuto.
E' la prima lista della provincia di Trapani. La città di Marsala elegge due deputati, oltre a Pellegrino, è stata eletta Eleonora Lo Curto. Rimane senza deputazione, dopo tanti anni, la città di Trapani.
Si apre una nuova stagione, quella di un governo di centro-destra che avrà molte cose da sistemare e tanti programmi da realizzare così come decantati in campagna elettorale.
La più grande sorpresa dentro il Partito Democratico porta il nome di Giacomo Tranchida, era alla sua prima corsa all'ARS, oltre 10600 le preferenze incassate.
La spunta Baldo Gucciardi, assessore uscente alla Salute, quasi 11 mila i consensi. Perde Paolo Ruggirello solo 6600 i voti strappati all'elettorato, resta fuori dall'ARS. Un PD che si attesta sui 29 mila voti ma con soli tre candidati forti che hanno trainato la lista.
Un dato su tutti emerge: tanti sono stati i voti disgiunti in cabina elettorale. Non c'era nell'elettore un chiaro disegno politico. Vince in Sicilia il partito dell'astensionismo che ha una percentuale da record, la politica e i suoi rappresentanti hanno fallito. C'è un divario sempre maggiore tra la classe istituzionale e il cittadino che è lontano dalle sale del potere e dai giochi elettorali.
Un compito arduo e fondamentale che avranno tutti gli eletti sarà proprio quello di recuperare il gap.
La Sicilia è la fotografia dell'Italia, di un bipolarismo Grillo- Berlusconi che sarà destinato a far parlare di se in vista delle elezioni nazionali nel 2018.
E' la prova provata che la Sicilia, così come l'Italia, ha bisogno di un leader, vincono infatti in numeri percentuale Berlusconi e Grillo.
Triste istantanea in considerazione che il primo è un po' la mummia di se stesso e che il secondo ha una rabbia verbale non proprio da linguaggio politico.
Rossana Titone
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