Elezioni: D'Alì rischia, Giacalone è fuori. Cinque Stelle: cordata per Lombardo?
Continuano le trattative per la compilazione delle liste per le elezioni politiche del prossimo 4 Marzo. Domenica si chiudono i giochi. Vediamo le ultime novità.
Antonio D'Alì, senatore uscente di Forza Italia, rischia la candidatura, a causa della sentenza della Cassazione che ha riaperto il processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Se D'Alì dovesse rinunciare, la candidatura al Senato per il territorio sarebbe "appalto" di Giorgio Mulè, il giornalista di Mazara, molto vicino a Berlusconi, che si è dimesso ieri dalla direzione del settimanale "Panorama".
Gaspare Giacalone getta la spugna. Il Sindaco di Petrosino con ogni probabilità non sarà candidato con Liberi & Uniti alle elezioni. Il motivo è che, a dispetto dei territori, da Roma stanno piovendo candidature di personaggi della sinistra da salvare, e quindi Giacalone verrebbe candidato in una posizione non utile per essere eletto.
LeU tra l'altro è il partito che in queste ore rischia di implodere proprio contro le candidature blindate imposte dall'alto.
Candidature blindate anche nel Pd, dove è la corsa ai paracadute. Maria Elena Boschi, ad esempio, sarà candidata nel collegio iper sicuro e tranquillo di Bolzano. Posti blindati anche per Fedeli e Lorenzin in Toscana. Minniti correrà a Pesaro, forse contro Laura Boldrini (anche per lei, ovviamente, posti sicuri e paracadute in LeU). Il Pd cede a Casini il seggio sicuro di Bologna, con proteste della base.
Circa la Sicilia, il Pd chiede a Baldo Gucciardi di candidarsi, liberando così se eletto il posto all'Ars per Giacomo Tranchida, ma Gucciardi insiste per Domenico Venuti, Sindaco di Salemi. Al Senato, per il maggioritario c'è l'uscente Pamela Orrù.
E' polemica dentro i Cinque Stelle dopo l'esito delle parlamentarie. Il sospetto che i voti siano stati pilotato è forte in molti attivisti. E in queste ore nelle diverse chat volano strali e polemiche. Una riguarda il primo dei votati per la lista della Camera, Antonio Lombardo, di Alcamo. E' primo, e sarà dunque eletto al 100%. Fa parte del "cerchio magico" di Alcamo. Ma la sua vittoria alle parlamentarie sembra pilotata, perchè era stata già anticipata da un articolo di Repubblica di una settimana fa, nel quale si raccontava di una cena tra Di Maio, Cancelleri e altri pochi (che ormai decidono per tutti), dove sono state decise alcune candidature sicure, tra cui quella di Lombardo, voluto dall'europarlamentare Ignazio Corrao.
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