Politiche 2018. Torna in corsa il Partito Comunista in Sicilia
Torna la falce e martello in Sicilia. La lista del Partito Comunista in corsa alle prossime elezioni politiche. Ecco la nota del partito.
Anche in Sicilia sarà presente lo storico simbolo dell’emancipazione dei lavoratori nella scheda elettorale delle prossime elezioni di marzo. 2.500 sono state le firme depositate a sostegno delle liste del Partito Comunista alla Camera e al Senato, frutto della straordinaria mobilitazione dei militanti che con grande abnegazione e spirito di dedizione insieme a decine di simpatizzanti hanno raggiunto in poche settimane migliaia di lavoratori, giovani, disoccupati, precari, agricoltori, pensionati che hanno accolto con interesse la nostra proposta politica e un programma di rottura con il capitalismo, l’Unione Europea e il padronato per la trasformazione rivoluzionaria della società.
Saremo presenti in 5 collegi su 6 alla Camera (Palermo, Catania, Messina-Enna, Paternò-Siracusa-Ragusa, Bagheria-Marsala), un risultato che rappresenta un segnale molto importante nel processo di ricostruzione comunista in Sicilia. Questo nonostante una legge elettorale antidemocratica, farraginosa e fuorviante che ci ha indotto in un errore nelle liste per il Senato che ha portato alla momentanea esclusione di esse, sulla abbiamo fatto immediato ricorso per far rispettare la chiara volontà espressa da migliaia di cittadini che hanno convintamente sottoscritto le liste in un numero tre volte superiore al minimo richiesto. Dal contadino Emanuele Feltri candidato all’uninominale di Catania al segretario regionale Alessandro D’Alessandro capolista a Palermo, le liste presentate sono composte da militanti impegnati nelle principali lotte nella nostra regione così come da lavoratori della città e della campagna che si impegneranno col Partito Comunista a portare avanti il suo programma rivoluzionario per rafforzare le lotte e l’organizzazione della classe lavoratrice in Sicilia.
L’obiettivo della candidatura del Partito Comunista alle elezioni è quello di dare ai lavoratori una reale alternativa alle forze di sistema. Dai centri di lavoro, quartieri popolari e campagne, contro le politiche antipopolari e guerrafondaie, rivendicando il salario minimo di 10 euro l’ora, la piena occupazione, il controllo dei lavoratori sulla produzione, la nazionalizzazione del sistema bancario e delle principali aziende del paese, l’uscita dalla UE, dall'euro e dalla Nato, la riduzione delle spese militari, la risoluzione dell’emergenza abitativa con espropri alla grande proprietà speculativa e investimenti per l’edilizia popolare, l'aumento della spesa sociale, la difesa dei piccoli contadini e dell’agricoltura locale, del carattere esclusivamente pubblico e accessibile a tutti dell’istruzione, della sanità e trasporto: il nostro non è un programma elettorale, ma un programma di lotta politica e utilizzeremo le elezioni per dar voce e forza ai bisogni e interessi delle classi popolari che ogni giorno vivono sulla loro pelle i drammi di questo ingiusto sistema economico da abbattere lottando per il potere ai lavoratori.
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