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20/02/2018 12:03:00

Papa Francesco accusato di eresia!

“Impostore”, “gradasso”, “Lucifero”: gli insulti al papa dei tradizionalisti 

La “resistenza” clericale e farisea anti-Bergoglio, com’era prevedibile, non ha reagito bene alla dura invettiva di Francesco contro siti, vaticanisti illustri e semplici blog tradizionalisti che considerano il pontefice argentino un vero e proprio eretico a capo della Chiesa. Le parole del papa, consegnate alla fidata Civiltà Cattolica di padre Antonio Spadaro sono state queste: “Per salute mentale io non leggo i siti Internet di questa cosiddetta resistenza. So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo, semplicemente per mia salute mentale… Alcune resistenze vengono da persone che credono di possedere la vera dottrina e ti accusano di essere eretico. Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro”. Tra i più lesti a rispondere gli “anonimi della Croce”, misteriosi autori di sapidi retroscena curiali, che oltre a ribadire le accuse di eresia a Francesco pubblicano commenti zeppi di insulti cattolici all’indirizzo del papa. Un assaggio: “pappa Francesco”, “stolto”, “impostore argentino”, “falso papa”, “gradasso” persino “Lucifero”. In questa sede, e non solo, abbiamo già dato conto della consistenza più che altro telematica non reale di questa opposizione interna. Si tratta di élite tradizionaliste con l’aggiunta di autorevoli vaticanisti tra cui spicca quello del Tguno, Aldo Maria Valli. La guerra a Bergoglio, soprattutto per le aperture ai divorziati dell’Amoris Laetitia, ha però solidi punti di riferimento nel clero, tra cui il cardinale americano Raymond Leo Burke, non più patrono dei Cavalieri di Malta per volontà di Francesco. Burke è uno degli autori dei cinque Dubia (dubbi) sull’Amoris Laetitia e più di una volta ha accusato il pontefice di eresia. Di qui la minaccia di un clamoroso scisma nella Chiesa di Roma. Per Burke, Bergoglio potrebbe già decadere per “manifesta eresia”. Non quindi un processo da fare, ma una semplice e solenne “declaratoria” del collegio cardinalizio. La “deposizione” di Bergoglio è solo una delle tre ipotesi sperate da questo fronte fariseo. Le altre due sono le dimissioni e la morte.

Fabrizio D'Esposito in “il Fatto Quotidiano” del 19 febbraio 2018