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09/06/2018 14:00:00

Erice, il movimento Cives lascia la maggioranza. Botta e risposta tra Spina e il sindaco

E' rottura ad Erice tra il Movimento Cives e la maggioranza che sostiene il sindaco Daniela Toscano. L'elezione di Paolo Genco a presidente dell’assise aveva aperto la spaccatura. Il movmento Cives aveva, infatti, proposto un proprio candidato, Giuseppe Spagnolo, che ha riportato solo due voti.

Il segretario di Cives, Piero Spina, parla di «subdoli accordi» e di «mal celato boicottaggio politico» in danno del Movimento che «hanno alterato gli equilibri democratici della  maggioranza». Secondo Spina sarebbe stato compiuto un vero e proprio «stupro della volontà di quei cittadini ericini che con le loro 1400 preferenze accordate, hanno creduto e tutt’ora credono, nel progetto civico Cives ed hanno consentito all’attuale sindaco di vincere le elezioni al primo turno».  «Questo modo di fare politica non trova la condivisione del movimento Cives che, - continua Spina - anche alla luce delle nebbie fumose che ultimamente pervadono il «Monte», non può più sostenere l’azione politica dell’attuale amministrazione».

Alle parole di Spina ha risposto il sindaco di Erice, sottolineando come l'elezione di Genco a presidente del consiglio comunale si avvenuta in perfetta autonomia  della maggioranza e che questa risponde agli accordi politici che hanno portato alla elezione del sindaco. Qui la dichiarazione della Toscano:

In relazione al documento politico diffuso nei giorni scorsi dal segretario del movimento CIVES subito dopo l’elezione del consigliere Paolo Genco alla carica di presidente del consiglio comunale di Erice, non posso nascondere lo stupore per il contenuto di tale documento che ritengo dettato solo dalla rabbia del momento per la mancata elezione del consigliere di riferimento del movimento. Ho aspettato volutamente qualche giorno per replicare proprio perché convinta che ogni reazione a caldo potesse in qualche modo complicare un quadro già complesso. La decisione di eleggere il consigliere Genco alla carica di Presidente è stata una decisione adottata dalla maggioranza dei consiglieri comunali in perfetta autonomia. Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale costituiscono organi diversi che operano congiuntamente per il raggiungimento degli obiettivi programmatici votati dai cittadini. Le dinamiche che si sono succedute dall’indomani delle elezioni del 2017 hanno determinato un quadro politico che oggi è mutato rispetto ad allora, fatto sta che la maggioranza dei consiglieri presenti in aula al momento dell’elezione del Presidente, ha accolto la proposta formulata, anche se non all’unanimità, dai consiglieri di maggioranza che hanno finora sostenuto la mia azione di governo. Il consigliere Spagnolo ha ritenuto di non adeguarsi alla decisione della maggioranza ma tengo a precisare che la designazione di Paolo Genco quale candidato alla presidenza del consiglio comunale, rispondeva agli accordi politici che, in questo caso, hanno premiato il candidato eletto con il maggior numero di preferenze della lista che aveva sostenuto la mia elezione con il maggiore consenso elettorale dopo quelle del “PD” e “Insieme con Giacomo Tranchida”. Respingo al mittente, dunque, ogni accusa contenuta nel suddetto documento di stravolgimento della volontà popolare, di possibili accordi sottobanco con altre forze politiche ma soprattutto il gratuito riferimento alle fumose nebbie ericine, divenute ormai luogo comune nella avvelenata competizione elettorale che in queste ore si sta
concludendo nella vicina città di Trapani. Auspico, infine, che il consigliere Peppe Spagnolo, che nel corso delle passate legislature ma anche nello scorcio di questa in corso, ha dimostrato ampiamente dedizione e competenza nell’espletamento del suo ruolo di consigliere sempre attento alle esigenze del territorio, possa rivedere la sua posizione nei confronti della amministrazione che 12 mesi fa ha ricevuto il mandato dagli elettori per governare al meglio questa nostra meravigliosa città. Anche perché noi della nebbia ericina siamo profondamente orgogliosi, il fumo lo lasciamo volentieri agli altri.