Trapani, la storia di Fabio D'Aguanno: ucciso per aver cercato di sedare una rissa
Una giornata lunga di lavoro, una birra al bar per vedersi con gli amici, senza fare tardi, perchè domani la "putìa", il negozio di frutta e verdura apre come sempre all'alba. Ma non ci sarà nessuna alba, per lui.
Si chiamava Fabio D'Aguanno, aveva 28 anni e faceva il fruttivendolo, e per lui non c'è stata neanche la pietà del suo omicida: "Mi auguro che muoia" ha detto mentre il corpo era a terra in un bagno di sangue.
D'Aguanno è morto all’ospedale Sant’Antonio Abate, dove era stato sottoposto ad un delicato ma inutile intervento chirurgico per la profonda ferita ricevuta al collo.
Per l’omicidio di D’Aguanno i carabinieri della compagnia di Trapani hanno arrestato un giovane di 20 anni, Alessio Li Volsi, trapanese, già noto alle forze dell’ordine. D'Aguanno è stato ucciso nel tentativo di sedare una lite scoppiata tra Alessio Li Volsi ed un’altra persona, mentre si trovava in un bar di via Tunisi a Trapani.
Tutto sarebbe iniziato con uno sfottò di Li Volsi verso l’altro avventore. Partono parolacce, poi si passa alle mani, volano pugni, come dimostrato dal video che abbiamo pubblicato su Tp24.it.
D’Aguanno si alza, esce e si avvicina ai due che stanno davanti la vetrata del bar, per fare da paciere. Ma Alessio Li Volsi, tira fuori un coltello e gli sferra un fendente alla gola nella parte sinistra del collo. Fabio D’Aguanno barcolla, il sangue gli esce dalla gola, ha la forza di entrare dentro al bar e chiedere aiuto, prima di cadere a terra. Vengono chiamati subito i carabinieri e un'ambulanza. Il giovane è gravissimo. Morirà poche ore dopo.
Li Volsi tenta la fuga, ma alle 7 viene rintracciato dai carabinieri a casa sua. D'Aguanno non è ancora morto, ma lui non ha lo stesso pietà: dice ai Carabinieri che si augura la sua morte.
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