Aeroporti di Pantelleria e Lampedusa, indagini su Metronotte d'Italia e Sicurgem
La Metronotte d’Italia non ha soldi e il personale addetto alla sicurezza negli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria è spesso in agitazione con il concreto rischio di interrompere il servizio pubblico che fa funzionare gli scali delle due isole. E la Procura di Palermo indaga, dopo l’esposto presentato dal presidente e amministratore delegato dell’azienda, Settimo Serradifalco.
L’indagine, coordinata dal pm Francesca Mazzocco, è contro ignoti ed è condotta dalla Guardia di Finanza, alla quale si è rivolto l’avvocato Giovanni Di Trapani, legale di Serradifalco. La «persona offesa» sostiene infatti di essere danneggiata dal comportamento del Consorzio Sicurgem, il cui rappresentante legale è Daniele Scrimali, ma i cui rappresentanti di fatto sarebbero Antonio e Giuseppe Domino, rispettivamente padre e fratello del piccolo Claudio, ucciso dalla mafia nel 1986. Del Consorzio la Metronotte fa parte per poter condurre la gestione della sicurezza nei due aeroporti: impossibile pagare gli stipendi, anche se l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, paga regolarmente il contributo. Questione civilistica, in apparenza, con gli amministratori della Sicurgem che escludono ritardi e di aver negato le somme all’azienda partner.
Gli investigatori della Finanza stanno però valutando se i possibili riflessi sulla funzionalità degli aeroporti - teatro di frequenti proteste sindacali - non possa integrare un reato, a carico di soggetti da identificare: non è detto che si tratti infatti dei titolari della Sicurgem. E se l’avvocato Di Trapani ipotizza una malversazione, comportamento che viene commesso da chi distrae denaro pubblico, la valutazione di chi indaga si orienta sull’interruzione di pubblico servizio.
Metronotte d’Italia e Sicurgem sono legate da un contratto d’appalto e delle proprie difficoltà la prima azienda ha sempre informato i prefetti di Trapani e Agrigento e la commissione di garanzia per la regolarizzazione dei pagamenti. I lavoratori, in maniera quanto mai responsabile, hanno continuato e continuano ad assicurare la vigilanza aeroportuale, i controlli di sicurezza e le verifiche agli imbarchi: se ciò non avvenisse, Lampedusa e Pantelleria dovrebbero chiudere gli aeroporti. L’Enac ha ammonito l’azienda in ragione della precarietà collegata al pagamento degli stipendi: e dal canto suo l’ente per l’aviazione civile paga con regolarità il dovuto al Consorzio, perché giri le somme (di natura pubblica) all’azienda che si occupa di vigilanza. L’avvocato Di Trapani ha evidenziato che le differenze tra quanto incassato dal Consorzio e quanto pagato a Metronotte d’Italia ammontano a 525.842 euro per Pantelleria e 245.511 per Lampedusa.
L’inchiesta prende in considerazione tutte le proteste sindacali, le note delle organizzazioni dei lavoratori. Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil, Fisascat hanno evidenziato più volte le disfunzioni dei pagamenti e le minacce di sciopero sono state ripetute.
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