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07/07/2018 10:01:00

Aveva in casa armi e reperti archeologici. Un arresto a Mazara

Aveva in casa armi e reperti archeologici. I carabinieri hanno arrestato a Mazara del Vallo un uomo. Si tratta di Gianni Francesco Scimemi. 

 L’intensificazione delle attività di controllo del territorio finalizzate al contrasto della criminalità comune da parte dei Carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo ha portato nei giorni scorsi all’arresto di due soggetti: SCIMEMI Gianni Francesco, e MOISA Emanuel Joan.

Il primo è stato tratto in arresto il 4 luglio nel corso di un’operazione di Polizia Giudiziaria condotta di iniziativa dai militari della Stazione Carabinieri di Mazara del Vallo guidati dal loro Comandante, Luogotenente Maurizio Giaramita, e culminata con la perquisizione delle abitazioni di SCIMEMI, ed il rinvenimento di una pistola a tamburo con matricola abrasa completa del relativo munizionamento. Durante le perquisizioni i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto numerosi oggetti di notevole interesse storico, illegalmente detenuti da SCIMEMI ed abilmente occultati, presumibilmente in attesa di essere immessi sul mercato illegale di reperti archeologici. I militari hanno infatti recuperato un’anfora antica, 25 frammenti di terracotta facenti parte, in origine, di piccole statue antiche ed altri artefatti in terracotta, di origine sconosciuta ma risalenti a vari periodi storici; si ritiene che alcuni reperti risalgano addirittura al III millennio a.C.. Il GIP di Marsala ha convalidato oggi l’arresto in sede di interrogatorio di garanzia, sottoponendo il settantenne salemitano all’obbligo di dimora.


I Carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara invece, al termine di una complessa attività di indagine finalizzata al rintraccio di un cittadino rumeno destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dal paese di origine, hanno tratto in arresto, MOISA Emanuel Joan.
Il trentenne rumeno, ricercato per aggressione e lesioni commesse nel proprio paese natio, si era rifugiato in Italia, a Campobello di Mazara, dove, nella speranza di sfuggire all’arresto, lavorava come bracciante agricolo. Il malvivente era riuscito a sfuggire alla cattura rifugiandosi in abitazioni abbandonate in cui trascorreva brevi periodi di latitanza, fino al momento del fermo da parte dei Carabinieri che, avendo individuato i casolari in cui poteva nascondersi il malvivente, sono intervenuti con delle perquisizioni simultanee culminate con l’arresto del catturando.
L’uomo, al termine delle operazioni, è stato rinchiuso in carcere a disposizione della competente Corte di Appello di Palermo.