Mafia, Di Maio: "La lotta contro la criminalità è una priorità del Governo"
«La mafia è un fenomeno che per essere arginato necessita di un lavoro congiunto a tutti i livelli della società. Già nella precedente legislatura, abbiamo dimostrato come questo sia un tema che ci sta particolarmente a cuore, e ora è una priorità del contratto di Governo». Così il vicepremier Luigi Di Maio su Fb dove rilancia un post del M5s sul blog delle stelle in cui si annunciano «importantissime novità che consentirebbero un ampliamento dei poteri della commissione» antimafia.
«Noi non stiamo perdendo tempo, e in Parlamento abbiamo già avviato in tempi brevissimi i lavori per la costituzione della commissione antimafia, presentando una proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, che si prevede andrà in aula già la prossima settimana». Le novità proposte dal M5s per ampliare i poteri della commissione riguardano, tra l’altro, le vittime di estorsione e usura e, in generale tutte le vittime delle mafie; il rapporto tra mafie e informazione, in considerazione del numero di pressioni ed intimidazioni ai giornalisti; il controllo sull'adeguatezza della normativa sulla confisca di beni di appartenenza alle cosche, così che i proventi illeciti siano utilizzati in modo più proficuo nell’interesse della collettività e l’estensione degli strumenti di lotta al terrorismo anche alle mafie.
«Nella stessa direzione opererà anche la commissione ecomafie, anche questa pronta a partire, più forte ed efficace. Tra i nuovi compiti attribuiti alla commissione ecomafie c'è quello di indagare sui tanti, troppi incendi negli impianti di gestione dei rifiuti e nei siti abusivi, sugli illeciti relativi allo smaltimento dell’amianto e di verificare l’attuazione della legge sugli ecoreati del 2015. Questo ci consentirà di stare al passo con le evoluzioni del fenomeno, attribuendo ai commissari poteri anche nel campo della prevenzione degli illeciti, per metterli in condizione di valutare quanto essi siano sensibili alle infiltrazioni malavitose» afferma il M5s che intende proporre misure contro il fenomeno dell’acquisto dei voti con «un ampliamento del reato di patto di scambio politico-mafioso».
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