Trapani, cresce Diventerà Bellissima. A Tranchida manca ancora un assessore
Diventerà Bellissima, il movimento creato da Nello Musumeci, sta crescendo in tutto il territorio siciliano.
A guardare con interesse sono non solo i consiglieri comunali ma anche i sindaci e i professionisti.
Ci sono adesioni, c'è voglia di impegno e voglia di tornare ad occuparsi dei territori.
Nella giornata di martedì, a Mondello, il governatore ha incontrato molti amministratori locali ma è stato un momento utile per fare il punto della situazione: “Noi non abbiamo trovato la Regione, ma un foglio di carta intestata. Ci ritroviamo con decine di società partecipate in deficit, con i dipendenti nel limbo perché c'è chi è più interessato a mettere il figlio del nipote di qualcuno per racimolare una cinquantina di voti piuttosto che farle funzionare con amministratori capaci".
Si è parlato anche di province, il presidente è pronto a riportarle in vita: “Non c'è equilibrio istituzionale e i sindaci sono stati abbandonati”. Per Musumeci non è condivisibile che l'area vasta sia guidata da chi non ha ottenuto legittimazione dal corpo elettorale: “Adesso sappiamo che il Pd è contrario alla democrazia, i grillini vorrebbero che tutto si decidesse con un computer”.
Si tornerà a discutere in Aula di un nuovo disegno di legge che possa consentire agli elettori di scegliere i propri rappresentanti per la provincia.
Amara la constatazione di Musumeci per il centrodestra siciliano: non c'è. E' fatto di divisioni e di correnti. Ma intanto nelle terrazze di Mondello non ci sono solo i nomi che si ascrivono al centrodestra ma molti renziani.
Diventerà Bellissima è destinata a crescere, lo sta facendo a Trapani dove ci sono state le adesioni di Vincenzo Maltese, presidente dell’Osservatorio per la Legalità, di Franco Cipponeri, di Marco Amato e di Giuseppe Tallarita, Fabrizio Contorno e Roberto Mollica.
Soddisfazione esprime per le adesioni il coordinatore provinciale del movimento, Paolo Ruggieri, che ha già avviato delle interlocuzioni su Marsala per nuove adesioni e alleanze in vista delle amministrative del 2020.
A pieno ritmo lavora il consiglio comunale di Trapani, presieduto da Giuseppe Guaiana.
I rappresentanti di Palazzo Cavarretta si sono riuniti lunedì sera e hanno approvato una serie di debiti fuori bilancio, tanti gli argomenti che troveranno momenti di confronto a cominciare dalla discussione sulla mozione antifascista per l'utilizzo di spazi pubblici, chi ne richiede l'utilizzo deve avere sottoscritto una dichiarazione antifascista.
La mozione è stata già approvata ad Erice, se ne discuterà a Trapani in queste ore ma da Custonaci spirano venti di guerra.
Giuseppe Bica, sindaco, e Michele Rallo, ex parlamentare nazionale, entrambi di centrodestra minacciano di adire le vie legali, citando la violazione dell'art. 294 del codice penale: “Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l'esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Sia Rallo che Bica intendono denunciare chiunque firmerà quella mozione.
Scontro tra partiti, il PD è sul piede di guerra.
La campagna elettorale è da poco conclusa e sia Bica che Rallo hanno appoggiato, vincendo, Giacomo Tranchida.
E a proposito del sindaco di Trapani a quest'ultimo manca ancora un assessore nella sua Giunta. A dirsi intenzionato a farne parte è Michelangelo Marino, candidato con Tranchida che si è presentato dal sindaco con una raccolta firme, circa 3000, per farsi dare l'incarico. Le deleghe richieste sono quelle alle Politiche giovanili e del Lavoro e dei Servizi Sociali.
Marino è un socialista di lungo corso, tesserato nel 2015, suo nonno è stato deputato regionale e due volte assessore regionale per il simbolo del garofano.
Nipote d'arte anche da parte di madre, il nonno Angelo Castiglione è stato sindaco di Erice per il PCI.
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